26 maggio 2016 / 14:58 / 2 anni fa

PUNTO 1-Confindustria , nuovo presidente Boccia con Renzi per sì a referendum

* Boccia chiede scambio salari/produttività

* Spostare peso fiscale da imprese a cose

* La ripresa è deludente, crescita diventi “ossessione”

* Camusso parla di “visione vecchia” (Aggiunge dettagli, commenti, cambia titolo)

di Antonella Cinelli e Stefano Bernabei

ROMA, 26 maggio (Reuters) - Confindustria apre alla riforma costituzionale alla quale il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha legato il proprio destino politico.

Nel suo primo intervento pubblico dopo la nomina a presidente, Vincenzo Boccia ha fatto capire che l‘associazione è pronta a schierarsi a favore del referendum di ottobre sulle nuove norme che aboliscono di fatto il Senato e riportano allo Stato centrale alcuni poteri delle Regioni.

“Confindustria si batte fin dal 2010 per superare il bicameralismo perfetto e riformare il titolo V della Costituzione. Con soddisfazione, oggi, vediamo che questo traguardo è a portata di mano”, ha detto Boccia, amministratore delegato dell‘omonima azienda di Arti grafiche di Salerno, davanti a una nutrita rappresentanza del governo.

Poco dopo, anche gli interventi dei ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dei Beni culturali, Dario Franceschini, sono a sostegno della linea del sì al referendum.

“Sulla riforma dello Stato in Italia ci giochiamo una partita cruciale”, ha detto Calenda che ha lavorato in Confindustria sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo.

E Franceschini, ex leader del Partito democratico prima di Renzi, ha detto che fa “tristezza vedere tante persone in tutti i partiti, anche nel mio, che, dopo aver chiesto per anni questa riforma, oggi per ragioni solo personali e di lotta politica sono diventati improvvisamente contrari”.

La decisione formale di Confindustria sarà presa dal Consiglio generale del 23 giugno, dopo le amministrative e proprio nel giorno della consultazione britannica sulla permanenza nell‘Unione europea.

Anche al referendum sull‘uscita del Regno Unito dall‘Ue Boccia ha dedicato una chiara considerazione: “In caso di Brexit a essere indebolita sarebbe la credibilità stessa del progetto europeo. Da quel momento in poi, ciascuno Stato potrebbe decidere di sfilarsi, se non ritenesse esaudite le proprie richieste. Un effetto domino da scongiurare”.

Guardando sempre all‘Europa, Boccia difende Schengen: “Chiudere il Brennero è come bloccare un‘arteria: causerebbe un infarto”, dice a proposito delle recenti polemiche con l‘Austria.

MENO BANCOCENTRICI

Il neo leader degli industriali ha fotografato un‘economia caratterizzata da “una risalita modesta, deludente: crescere deve diventare la nostra ossessione... Piccolo non è bello in sé, ma è solo una fase della vita dell‘impresa”.

Per questo le imprese devono aprire al capitale di rischio per aumentare la dimensione, e i sindacati preoccuparsi di come rendere il lavoro più produttivo, unica strada per avere salari più alti.

Le aziende devono essere “meno bancocentriche” e avere come obiettivo la raccolta “di capitale adeguato ai piani di crescita aziendali: più capitale di rischio e meno capitale di debito”.

“L‘ingresso di un fondo di private equity nel nostro capitale è un‘opportunità”, e dunque, ha detto Boccia, gli imprenditori non devono temere di perdere il controllo delle proprie aziende.

L‘esecutivo deve andare incontro agli imprenditori spostando il carico fiscale, “alleggerendo quello sul lavoro e sulle imprese e aumentando quello sulle cose”. Inoltre il credito d‘imposta va potenziato superando la logica incrementale, rinnovato il superammortamento sui macchinari.

Quando saranno chiusi i rinnovi contrattuali, il confronto coi sindacati riprenderà avendo “come bussola lo scambio salario/produttività, e sarebbe opportuno che le nuove regole fossero scritte dalle parti sociali e non dal legislatore”.

Secco il commento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil per la quale legare il salario alla produttività senza considerare la riduzione degli investimenti e il ritardo tecnologico delle imprese “è una visione vecchia”.

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