26 maggio 2015 / 15:14 / tra 3 anni

PUNTO 1-Italia, bene crescita e riforme, ora accelerare - Visco

(Aggiunge dichiarazioni, contesto)

di Luca Trogni

ROMA, 26 maggio (Reuters) - Plauso alla generale ripresa delle componenti del Pil e alle riforme in corso con due moniti particolari che riguardano la necessità delle imprese di innovare e del governo di accelerare l‘attuazione delle riforme.

Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali, ha anche sottolineato che la sostenibilità della finanza pubblica italiana, periodicamente messa in discussione, è garantita dagli interventi di riforma attuati sul sistema pensionistico pubblico, più che in altri paesi europei.

La pur necessaria riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil passa da più elevati livelli di crescita del reddito, aggiunge il governatore e quindi “è stato appropriato” da parte del governo “dopo gli interventi fortemente restrittivi imposti dalla crisi di fiducia del 2011,... dosare le azioni di consolidamento di bilancio per non ostacolare la ripresa”.

“In un contesto ancora difficile, la politica di bilancio ha cercato un equilibrio tra rigore e sostegno dell‘economia,in conformità con i margini di flessibilità esistenti nelle regole europee, mantenendo negli ultimi anni il disavanzo entro il 3% del Pil”, ha detto Visco.

Al governo, Visco riconosce di aver intrapreso un‘azione di riforma a cui hanno guardato favorevolmente anche istituzioni internazionali e mercati.

Ora, “per non deludere le aspettative di cambiamento occorre allargarne lo spettro e accelerarne l‘attuazione” anche se i benefici non sempre sono immediati.

FORME PIU’ STABILI DI LAVORO CON RIPRESA

Ancora oggi la maggior parte dei decreti attuativi relativi al Jobs act non hanno visto la luce.

Visco osserva, tuttavia, che “la forte espansione delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, favorita anche dai consistenti sgravi fiscali in vigore da gennaio, è un segnale positivo” perchè “suggerisce che con il consolidarsi della ripresa l‘occupazione potrà crescere e orientarsi verso forme più stabili”.

In aprile, ha comunicato lunedì 25 il ministero del Lavoro, vi sono stati oltre 210.000 contratti di lavoro in più, come saldo tra attivati e cessati. Di questi, oltre 48.000 sono nuovi contratti a tempo indeterminato.

Tornando al dato sul Pil del primo trimestre il governatore ha detto che il più 0,3% congiunturale contiene una dinamica degli investimenti positiva ed è destinato a proseguire anche negli altri trimestri del 2015.

Per un ritorno a una crescita stabile serviranno sforzi maggiori di innovazione per adeguarsi a nuove tecnologie e competizione a livello globale.

Attualmente, spiega Via Nazionale, si assiste a una dicotomia tra le imprese più efficienti, che hanno aumentato le vendite sui mercati esteri, investito e realizzato innovazioni e una parte considerevole del sistema produttivo che innova poco e si regge ancora su strutture organizzative e gestionali più tradizionali. Una recente indagine europea sottolinea un ritardo dell‘Italia, in particolare rispetto alla Germania, accentuato nei settori industriali a più elevato contenuto tecnologico.

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