21 maggio 2015 / 09:59 / tra 3 anni

BREAKINGVIEWS-Renzi per ora elude il problema delle pensioni

(L‘autore è un editorialista di Breakingviews. Le opinioni qui espresse sono le sue)

di Neil Unmack

ROMA, 21 maggio (Reuters) - Sembra che Matteo Renzi abbia vinto la difficile battaglia sulle pensioni. Eppure, quella del premier è stata solo una scaramuccia.

L‘Italia soffre di una miscela tossica: un sistema pensionistico generoso, l‘invecchiamento della popolazione e un basso tasso di crescita del Pil. La riforma Fornero di fine 2011 dovrebbe garantire l‘equilibrio finanziario per il futuro, ma non ha toccato i pensionati attuali, che sono un peso per le casse dello Stato e per i lavoratori attivi.

La Commissione europea stima infatti che la spesa pensionistica ammonterà al 15,5% del Pil nel 2020, la seconda più alta nell‘area euro dopo la Grecia.

Nei suoi primi 14 mesi a Palazzo Chigi, Renzi ha evitato di rimettere mano al cantiere previdenziale. Ha dovuto cambiare rotta solo quando la Corte costituzionale ha bocciato la mancata indicizzazione all‘inflazione per gli assegni superiori a 1.400 euro.

Applicare alla lettera la sentenza avrebbe comportato un costo di circa 18 miliardi. L‘indebitamento netto sarebbe balzato al 3,6% del Pil, oltre il tetto massimo del 3% stabilito dalle regole europee.

Ecco perché Renzi ha deciso di rimborsare ai pensionati 2,2 miliardi.

La mossa del governo è chiaramente un invito a presentare i ricorsi, ma Renzi si è mostrato scaltro nel parametrare i ricorsi alla dimensione dell‘assegno, dando di più a chi ha meno, in linea con il dettato della Consulta. Inoltre, l‘esecutivo è intervenuto immediatamente anche con la speranza che un piccolo indennizzo possa soddisfare gran parte dei pensionati colpiti dalla mancata indicizzazione.

Ora però Renzi rischia di andare nella direzione sbagliata. Intervenendo in tv il presidente del Consiglio ha aperto alla possibilità di anticipare il ritiro dal lavoro in cambio di un assegno più magro. Un intervento che potrebbe aumentare ulteriormente il costo del sistema previdenziale italiano.

Tagli alle pensioni sono sempre impopolari. Ma un‘alta spesa previdenziale drena risorse per finanziare altre voci del bilancio come l‘istruzione, mentre l‘alto costo del lavoro scoraggia la creazione di occupazione e alimenta l‘economia sommersa.

Renzi rappresenta se stesso come l‘uomo che combatte gli interessi costituiti e la gerontocrazia italiana. La riforma delle pensioni è l‘occasione per dimostrare che fa quel che dice.

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