28 novembre 2013 / 13:12 / 4 anni fa

PUNTO 3-Imu, comuni in rivolta. Tensioni nel centrodestra

* Imu, contribuenti devono versare almeno 250 mln

* Pisapia parla di “scontro istituzionale”

* Addizionale 8,5% su Ires per banche, assicurazioni (Aggiunge Pisapia a paragrafo 9)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 28 novembre (Reuters) - I comuni criticano il governo per il decreto che ha abolito la seconda rata Imu, divenuto terreno di scontro anche tra le due anime del centrodestra: Forza Italia e l‘ala governativa di Angelino Alfano.

I sindaci chiedono all‘esecutivo di rimborsare l‘intero gettito del 2013, evitando quindi che i contribuenti siano chiamati a versare una parte del tributo a gennaio.

“Il governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani”, dice il presidente dell‘Anci, l‘associazione dei sindaci italiani, Piero Fassino.

Il decreto ha un valore di 2,15 miliardi ed elimina il saldo dell‘Imu su abitazioni principali, fabbricati rurali e la parte coltivata dei terreni agricoli.

La manovra fiscale non copre tutto il gettito ulteriore atteso da quei comuni - ad esempio Milano tra le grandi città - che hanno aumentato le aliquote rispetto ai livelli del 2012.

Secondo quanto ha spiegato Palazzo Chigi, “circa metà dell‘importo viene ristorata dallo Stato. A fini perequativi l‘altra metà verrà versata dai contribuenti interessati a metà gennaio 2014, alle stesse scadenze già programmate per altri tributi”.

I versamenti dovrebbero quindi pesare sulle tasche dei contribuenti per circa 250 milioni, stando ai dati dell‘Anci.

Il servizio politiche territoriali della Uil calcola che su oltre 3,4 milioni di abitazioni gli italiani dovranno pagare 42 euro in media. Il conto più salato lo presenta Milano con 73 euro.

“Non è neanche una scelta. Se così fosse, e confido ancora che non sarà, saremmo allo scontro istituzionale. Milano non ci sta, l‘Anci non ci sta e nessun governo può permettersi di andare contro gli interessi dei cittadini e quindi di coloro che li rappresentano”, dice il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Fassino ricorda che il governo si era assunto “due espliciti impegni: i contribuenti non avrebbero più pagato l‘Imu nel 2013 e ai comuni sarebbe stato garantito l‘identico importo onde poter assicurare l‘erogazione di essenziali servizi ai cittadini”.

“È troppo chiedere che finalmente si dia corso a impegni così esplicitamente assunti?”, prosegue il sindaco di Torino.

Forza Italia usa il decreto per attaccare i ministri del Nuovo centrodestra (Ncd) di Alfano. Oltre a dire che l‘Imu “è stata abolita tardi, solo in parte e male”, Daniele Capezzone punta il dito sul fatto che “in ambito agricolo non sono stati esentati tutti i terreni”.

Luigi Casero, vice ministro dell‘Economia in quota Ncd, dice che il governo ha “mantenuto le promesse con i cittadini italiani, rimanendo all‘interno dei vincoli di finanza pubblica”.

L‘operazione lascia scontente anche banche e compagnie di assicurazione, su cui ricade l‘onere della copertura.

“Ogni appesantimento della pressione fiscale sul comparto bancario pesa sul complesso dell‘economia produttiva e non favorisce gli esami che nel 2014 saranno effettuati con modelli unici in tutta Europa”, commenta Antonio Patuelli, presidente dell‘Associazione bancaria italiana (Abi).

Il ministero dell‘Economia ha raccolto infatti circa 1,5 miliardi aumentando al 130% l‘acconto Ires e Irap e al 36% l‘aliquota Ires per le società finanziarie (l‘addizionale è quindi dell‘8,5% e si somma all‘aliquota standard del 27,5%).

Altri 650 milioni derivano da un anticipo a carico degli intermediari finanziari sulle ritenute relative al risparmio amministrato (conto titoli).

- Ha collaborato da Milano Ilaria Polleschi

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