27 settembre 2013 / 12:12 / tra 4 anni

PUNTO 1-Governo, Pd vuole chiarimento in aula, si prepara a crisi

* Direzione convocata in permanenza dopo annuncio dimissioni in massa Pdl

* Epifani vuole che eventuale crisi governo sia aperta in Parlamento

* Letta atteso alle Camere a inizio prossima settimana

* Pd vuole legge elettorale e legge di stabilità prima di voto

* Votate regole del congresso, ma c‘è rischio di rinvio per la crisi (Cambia titolo, accorpa pezzi)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 27 settembre (Reuters) - Le nuove tensioni sul governo alimentate dalle mosse del Pdl hanno avuto l‘effetto di far serrare le fila nel Pd, che oggi, nella riunione della direzione nazionale, ha votato all‘unanimità le regole per il congresso e ha istituito una sorta di “control room” per monitorare in permanenza la situazione politica.

Intanto, però, alcuni dirigenti non escludono che il congresso possa essere congelato, se il governo delle “larghe intese” guidato dal democratico Enrico Letta dovesse entrare in crisi. Anche se il Pd - oggi indicato come primo partito col 27,5% in un sondaggio Ixé per la Rai - non vuole andare ad elezioni prima di aver modificato la legge elettorale e di aver approvato la legge di stabilità.

“La direzione è convocata permanentemente per seguire l‘evoluzione politica... e valuterà ora per ora quanto sta accadendo, in particolare dopo il colloquio Letta-Napolitano”, ha detto il responsabile dell‘organizzazione Pd Davide Zoggia, al termine della riunione, durata meno di due ore.

Oggi il premier incontrerà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per valutare la situazione, dopo la minaccia delle dimissioni in massa dei parlamentari Pdl se il 4 ottobre la giunta per le elezioni del Senato dovesse votare la decadenza del leader del centrodestra Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale.

Il Pd vuole che il chiarimento - e un‘eventuale crisi di governo - avvenga in Parlamento, ha detto oggi il segretario Gugliemo Epifani nel corso del suo intervento in relazione. Un chiarimento che riguardi non soltanto la tutela delle istituzioni, dopo che il Pdl ha parlato della condanna e della possibile decadenza di Berlusconi come di un “colpo di Stato”, ma anche la politica economica del governo, alle prese in queste ore con la manovra per riportare in ordine i conti 2013 e la legge di stabilità per il prossimo anno.

L‘ultimatum al Pdl viene anche da un ministro Pd, Dario Franceschini, responsabile dei rapporti col Parlamento, che entrando in direzione ha detto ai cronisti: “E’ il momento della chiarezza, non c‘è più tempo per ipocrisie e furbizie. Abbiamo visto parole e gesti che stanno facendo un danno enorme al Paese e a ogni singolo italiano”.

Anche oggi, come ieri, la Borsa di Milano è in ribasso - -0,9% alle 13.20 per l‘indice FTSE Mib, con lo spread sui Btp in risalita a 270 punti base - in attesa degli sviluppi sul fronte politico.

LE REGOLE DEL CONGRESSO E LE IPOTESI DI RINVIO

La direzione di oggi ha votato praticamente all‘unanimità - con un solo astenuto - le regole del prossimo congresso. Entro l‘11 ottobre dovranno pervenire le candidature ufficiali per la segreteria del partito. Il 24 novembre si terrà la Convenzione nazionale, che servirà a votare le mozioni e selezionare i candidati segretari che abbiano superato la soglia minima di voti degli iscritti al partito per partecipare alle primarie. Infine l‘8 dicembre iscritti ed elettori voteranno il nuovo leader.

Se però la crisi di governo dovesse precipitare, il percorso verso il congresso potrebbe bloccarsi, hanno avvertito gli esponenti dell‘attuale maggioranza interna, che fa ancora capo all‘ex segretario Pier Luigi Bersani.

“La direzione è l‘organo che può decidere se modificare il percorso, se ci fosse un precipitare della situazione la direzione valuterà per il meglio”, ha detto oggi Zoggia.

“Vedremo. Una crisi politica del genere cambierebbe l‘agenda del Paese, e per noi del Pd il Paese viene prima del partito” ha detto in un‘intervista a un quotidiano Gianni Cuperlo - che insieme a Matteo Renzi, Pippo Civati e Gianni Pittella è uno dei candidati segretari in pectore - rispondendo a una domanda sulla possibilità che il congresso slitti.

Ma l‘ipotesi di rinvio non piace ai renziani: “Le primarie dell‘8 dicembre non possono più essere messe in discussione, e sono la miglior risposta al caos provocato da Berlusconi”, ha detto il senatore Stefano Collina in una nota.

E anche il capogruppo democratico all‘Europarlamento Gianni Pittella ha detto oggi, parlando con Reuters, che “occorre fare il congresso comunque, il gruppo dirigente attuale del Pd è delegittimato, serve una nuova leadership”.

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