3 luglio 2013 / 14:50 / tra 4 anni

PUNTO 1 -Spending review, pochi risparmi in immediato-Saccomanni

(Aggiunge dichiarazioni Saccomanni e contesto)

ROMA, 3 luglio (Reuters) - La revisione della spesa pubblica è la condizione essenziale per ridurre la pressione fiscale ma nel brevissimo termine i margini di manovra “sono molto limitati”.

Il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, frena le attese di chi sollecita rapidi interventi con l‘accetta sul bilancio pubblico.

“Molte voci di spesa sono rigide e non possono essere modificate. A metà anno molti dei fondi pubblici risultano già impegnati e gli operatori privati e pubblici hanno già programmato le attività a essi connesse”, ha spiegato l‘ex direttore generale della Banca d‘Italia nel corso di un‘audizione in Parlamento.

Saccomanni ricorda che, al netto degli interessi sul debito, la spesa pubblica risulta pari a 726,7 miliardi ed è composta in larga parte da “due poste non ulteriormente comprimibili nell‘immediato”: redditi da lavoro (163,6 miliardi) e prestazioni sociali (363,4 miliardi) come pensioni, servizi sanitari, assegni di disoccupazione e ammortizzatori sociali.

Al netto di queste voci e degli investimenti pubblici, scesi di un quarto nel triennio scorso, la spesa primaria residua “si colloca al di sotto di 165 miliardi” tra consumi intermedi (85 miliardi) e altre spese (79).

“I consumi intermedi hanno registrato un calo significativo negli ultimi anni e sono previsti in riduzione anche quest‘anno. ulteriori tagli immediati rischierebbero di compromettere il corretto funzionamento dell‘apparato pubblico”, spiega il ministro.

Dei 79 che restano, 31,6 sono trasferimenti a vario titolo alle imprese e Saccomanni ricorda che le previsioni su cui si basa il bilancio già ora prevedono un loro calo di circa il 6% all‘anno tra 2013 e 2015.

Risparmi significativi su questa voce “sono realizzabili a partire dal 2014 ma ciò richiederà scelte politiche precise”, avverte Saccomanni.

In ogni caso, “la revisione della spesa è la priorità principale del ministero dell‘Economia e la condizione essenziale per ridurre il peso fiscale”, dice l‘ex direttore generale della Banca d‘Italia. “Riduzioni di spesa possono e devono essere realizzate in tutti i comparti”.

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