17 giugno 2013 / 13:07 / 4 anni fa

PUNTO 1-Dopo "decreto fare", governo ha bisogno di tempo su Iva-Saccomanni

* Brunetta e Fassina: per stop Iva risorse ci sono

* Saccomanni: decreto tiene conto contribuenti in difficoltà

* Contro evasione fiscale coordinamento internazionale (Accorpa pezzi, aggiunge Brunetta e Fassina, contesto)

di Antonella Cinelli

ROMA, 17 giugno (Reuters) - Il governo ha bisogno di tempo per prendere decisioni “ragionate e ragionevoli” sull‘aumento dell‘Iva previsto da luglio, dopo l‘ok sabato scorso al “decreto del fare”.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, parlando con i cronisti a margine di una cerimonia della Guardia di finanza a Ostia.

“Dobbiamo prendere misure ben ponderate, tenendo conto di tutti gli aspetti. Abbiamo bisogno del tempo necessario per fare un‘azione fiscale ragionata e ragionevole”, ha detto Saccomanni, senza chiarire cosa il governo intenda fare per evitare l‘incremento di un punto percentuale dell‘aliquota, oggi pari al 21%.

Oggi dalle colonne di Repubblica il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, è tornato a ribadire che per il governo è difficile sterilizzare l‘imposizione sui consumi. Bloccare l‘Iva richiederebbe 2 miliardi nel 2013 e 4 miliardi l‘anno dal 2014.

Analogo ragionamento fa il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, in un‘intervista al Corriere della Sera: tutto non si può fare perché mancano le risorse, e il lavoro viene prima di Iva e Imu.

Giovedì scorso, in Senato, Saccomanni ha ipotizzato di rinviare l‘aumento di tre mesi o per un certo tempo che consenta di guardare con più chiarezza all‘evoluzione della situazione economica.

Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, in un twitter spiega che basterebbe “trovare 2 miliardi per il 2013 e risolvere in modo strutturale il problema con la prossima Legge di Stabilità”, perché dal 2014 i margini a disposizione sarebbero maggiori.

Anche il viceministro dell‘Economia in quota Pd, Stefano Fassina, ritiene imprescindibile lo stop all‘aumento dell‘Iva, e su l‘Unità torna a chiedere un‘accelerazione dei rimborsi alle imprese fornitrici della Pubblica amministrazione.

“Pagando realmente e subito fatture per 15 miliardi raccoglieremmo tasse, tramite la stessa Iva, per almeno un paio di miliardi”, spiega Fassina, e questo consentirebbe di sospendere l‘aumento sino a fine anno e di eliminarlo definitivamente con la Legge di Stabilità in autunno.

ATTENZIONE GOVERNO A CONTRIBUENTI IN DIFFICOLTA’

Saccomanni ha spiegato che la lotta all‘evasione fiscale non può essere allentata, ma nel “decreto del fare” il governo ha tenuto conto dei contribuenti in difficoltà attenuando le procedure di riscossione coattiva dei tributi.

“In una fase in cui perdura l‘esigenza di risanamento delle finanze pubbliche, la lotta all‘evasione fiscale non può essere assolutamente allentata. Ma essa può e deve tenere conto delle esigenze dei contribuenti in difficolta’”, ha detto il ministro.

“Ed è in tale senso che vanno interpretate le misure adottate con il ‘decreto del fare’, in linea con le raccomandazioni espresse all‘unanimità dalla commissione Finanze della Camera. Esse mirano ad attenuare l‘incisività, per imprese e individui, delle procedure di riscossione coattiva: maggiore flessibilità nelle rateazioni, maggiore cautela nell‘azione esecutiva nei casi più meritevoli di attenzione”.

Il decreto estende a 120 da 72 rate la dilazione dei pagamenti per l‘estinzione del debito fiscale e aumenta da 2 a 8, anche non consecutive, il numero di rate non pagate che determinano la decadenza dell‘accordo di rateizzazione è aumentato. Inoltre, se l‘unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l‘immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli).

Secondo Saccomanni, un ordinamento fiscale con “un‘immagine stabile, chiara”, contribuisce alla crescita favorendo “l‘investimento delle imprese, anche internazionali”.

Il ministro sollecita poi un maggiore coordinamento a livello internazionale per contrastare l‘evasione fiscale.

“Affinché la lotta all‘evasione e all‘elusione fiscale sia efficace nell‘economia globalizzata, essa non può limitarsi alle misure domestiche di contrasto unilaterali; si rendono necessarie risposte coordinate a livello internazionale”, ha detto l‘ex direttore generale della Banca d‘Italia.

“L‘ampia diffusione di strumenti che consentono l‘agevole trasferimento internazionale di attività finanziarie, attraverso sistemi finanziari informatizzati, rende l‘utilizzo del canale estero ai fini dell‘evasione un‘opzione percorribile da una platea di contribuenti molto più ampia rispetto al passato”.

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