4 giugno 2013 / 13:32 / 4 anni fa

PUNTO 1 - Debiti Pa, Senato toglie 400 mln ad aziende e li dà ai Comuni

(Accorpa pezzi e aggiunge contesto)

ROMA, 4 giugno (Reuters) - Nell‘approvare il decreto legge sul pagamento dei debiti commerciali accumulati dalla pubblica amministrazione, il Senato ha tolto 400 milioni alle imprese per darli ai Comuni.

D‘intesa con il governo, la maggioranza ha ridotto di 200 milioni nel 2013 e di altri 200 milioni nel 2014 la dotazione del fondo istituito dal Tesoro per liquidare i debiti degli enti locali nei confronti delle imprese fornitrici.

La notizia lascerà l‘amaro in bocca a Confindustria.

Il 13 maggio, aprendo l‘assemblea generale, il presidente degli industriali Giorgio Squinzi aveva mandato un avvertimento molto chiaro al governo: “Se per qualche ragione il nostro credito venisse usato per altri fini, il rapporto con gli imprenditori sarà compromesso irrimediabilmente”.

In origine il decreto prevedeva di liquidare alle imprese circa 40 miliardi tra 2013 e 2014: 32,7 miliardi erano pagamenti di debiti commerciali in senso stretto, 6,5 miliardi assumevano la forma di rimborsi fiscali o compensazioni con debiti iscritti a ruolo, mentre 800 milioni erano investimenti cofinanziati dall‘Europa.

Per effetto degli emendamenti, la quota destinata al rimborso dei debiti commerciali scende a circa 32,3 miliardi.

I 400 milioni che il Senato ha deciso di togliere alle imprese assicurano la copertura di un pacchetto di misure concordato tra il ministero dell‘Economia e l‘Anci, l‘associazione dei Comuni italiani.

La principale novità introdotta nel decreto è che il Senato restituisce ai sindaci 600 milioni tra 2013 e 2014, somma corrispondente al gettito Imu sugli immobili di proprietà degli stessi comuni negli anni 2012-2013. In teoria l‘Imu riscossa sugli immobili dei comuni è una partita di giro, ma nella pratica il governo aveva compensato le entrate teoriche con tagli di pari importo.

Un secondo emendamento proroga dal 30 giugno al 30 settembre il termine per l‘approvazione dei bilanci municipali di previsione del 2013 e prevede che i comuni possano avvalersi di Equitalia per il servizio di riscossione fino a dicembre 2013.

I relatori chiariscono inoltre che i comuni non sono tenuti al pagamento dell‘Imu sugli immobili di categoria D (capannoni e strutture produttive).

Altri due emendamenti semplificano i parametri per il riparto del fondo di solidarietà comunale e fissano criteri più equi per la ripartizione del fondo fra le varie amministrazioni.

Il decreto tornerà ora alla Camera per la conversione in legge entro venerdì 7 giugno, pena la decadenza.

(Giuseppe Fonte)

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