16 aprile 2013 / 12:07 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Debiti Pa, meno impatto su deficit 2013 per ridurre manovra - Pd

(Aggiunge contesto a paragrafo nove)

ROMA, 16 aprile (Reuters) - Ridurre l‘impatto sul deficit di quest‘anno dell‘operazione debiti commerciali per limitare la dimensione della manovra che si dovrà fare al più tardi fra maggio e giugno.

È questa l‘ipotesi che il Pd sta negoziando con il governo e con gli altri gruppi politici, secondo quanto spiega il deputato Pier Paolo Baretta membro della commissione speciale che si appresta ad esaminare il decreto sui 40 miliardi in due anni promessi alle imprese.

L‘obiettivo è liberare risorse da destinare al congelamento dell‘Iva e al rifinanziamento di spese indifferibili come la cassa in deroga, le missioni militari all‘estero, la manutenzione di strade e ferrovie. Un nutrito elenco di voci che il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, ha quantificato in 6-8 miliardi.

Solo per la cassa integrazione in deroga i sindacati chiedono 1,5 miliardi.

“Deve ancora essere tutto definito. Tutto si fonda sul fatto che una diluizione dei pagamenti relativi alle spese in conto capitale riduce l‘effetto sul deficit e libera risorse”, spiega Baretta.

Il decreto definisce i termini per erogare alle imprese 40 miliardi: 20 nel 2013 e 20 nel 2014.

Lo schema messo a punto dal ministero dell‘Economia prevede che i primi 20 miliardi siano così ripartiti: circa 7,7 miliardi sono relativi a spese in conto capitale e il resto a spese correnti.

I pagamenti hanno effetti diversi sul bilancio a seconda della tipologia di spesa a cui si riferiscono. Le spese in conto capitale sono iscritte a bilancio soltanto al momento dell‘esborso, quindi il rimborso di questi debiti pregressi aumenta sia il debito sia il deficit.

Le fatture relative a spese correnti sono già iscritte a deficit. Liquidandole, l‘impatto è limitato al debito pubblico.

PIU’ TEMPO PER ESAME COMMISSIONE. DECRETO IN AULA 6 MAGGIO

Così si spiega perché nel 2013 la liquidazione dei primi 20 miliardi aumenta il debito di 20 miliardi e il deficit di 0,5 punti, al 2,9% dal 2,4% tendenziale. I 20 miliardi del 2014, secondo lo schema del Tesoro, sono tutti relativi a spese correnti e incidono solo sul debito.

Il Pd suggerisce di modificare l‘operazione facendo slittare al 2014 parte dei pagamenti relativi alle spese in conto capitale previsti nella seconda parte del 2013.

“In questo modo il decreto farebbe salire il deficit da 2,4, mettiamo, al 2,8% e si libererebbe uno 0,1% di Pil per le spese indifferibili”, prosegue Baretta chiarendo che l‘obiettivo programmatico di quest‘anno resterebbe al 2,9%.

L‘impatto sull‘indebitamento del 2014, secondo i termini dell‘operazione ipotizzata dal deputato, sarebbe gestibile visto che il Tesoro indica un rapporto deficit/Pil all‘1,8%.

Nulla cambierebbe per le imprese, che si vedrebbero iniettare sempre 40 miliardi.

L‘operazione è comunque complessa e richiede probabilmente un avallo preventivo dell‘Europa. Il governo dovrebbe anche modificare il Documento di economia e finanza (Def) per rivedere il saldo programmatico del prossimo anno.

Assume quindi una luce diversa il fatto che i capigruppo abbiano deciso di allungare l‘esame del decreto in commissione speciale.

L‘aula della Camera esaminerà tra il 29 aprile e il 2-3 maggio il Def. La discussione generale sul decreto è slittata al 6 maggio. Tempo utile per negoziare con il governo gli emendamenti da approvare.

Il Pd guarda anche a un ruolo più incisivo della Cassa depositi e prestiti, che “è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione e potrebbe fare da polmone finanziario, anticipando la liquidità alle imprese”, spiega Baretta.

“Qui però c‘è un problema: bisogna sapere se la Cdp, entrando in gioco, finisce per appesantire il deficit e questo non è chiaro”, prosegue Baretta.

(Giuseppe Fonte)

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