10 aprile 2013 / 14:02 / 5 anni fa

PUNTO 2 - Italia deve mantenere Imu per pareggio bilancio da 2015

* Le alternative: proroga Imu o manovra “compensativa”

* Monti: tenere “alta la guardia” sul bilancio

* Grilli: Italia rispetta il Fiscal compact (Aggiunge Fassina (Pd) al nono paragrafo)

ROMA, 10 aprile (Reuters) - L‘Italia continuerà ad avere un bilancio pubblico in pareggio strutturale se prorogherà dal 2015 il regime dell‘Imu. Altrimenti il nuovo governo dovrà adottare “interventi compensativi”.

Nell‘aggiornare il quadro macroeconomico e di finanza pubblica, il governo uscente di Mario Monti lascia al prossimo esecutivo la scelta di rivedere l‘imposta sugli immobili, che ha garantito nel 2012 quasi 24 miliardi di gettito sollevando roventi polemiche in campagna elettorale.

Essendo in carica solo per gli affari correnti, nel Documento di economia e finanza (Def) l‘esecutivo ha aggiornato le previsioni sui saldi “ad assetto costante o a legislazione invariata”, ha spiegato il presidente del Consiglio Monti.

Fino al 2014 l‘Italia rispetta il pareggio di bilancio al netto del ciclo e delle una tantum. Ma dal 2015 “viene ad esaurimento la parte dell‘Imu sulla prima casa e quella che riguarda l‘aumento della rendita catastale”, ha ricordato il ministro dell‘Economia Vittorio Grilli.

“Se l‘Imu viene confermata così com‘è, anche per gli anni successivi al 2014 avremo un bilancio in pareggio. Se invece l‘Imu dovesse essere ristrutturata, sarà necessario trovare una compensazione”, ha aggiunto Grilli.

Il governo dei tecnici ha inasprito la tassazione sugli immobili a fine 2011, quando ha approvato la manovra correttiva “Salva Italia” da 21,4 miliardi.

La casa è uno dei canali di investimento preferiti dagli italiani. In campagna elettorale il centrodestra ha promesso l‘abolizione dell‘Imu sull‘abitazione principale e la restituzione della quota versata nel 2012. Per non essere scavalcati da Silvio Berlusconi su un tema così sensibile, il centrosinistra e Scelta civica di Mario Monti hanno proposto di rendere l‘Imu più equa.

Grilli ha quantificato in 11 miliardi la quota di gettito Imu che verrebbe a mancare nel 2015. In termini di Pil, il divario tra indebitamento programmatico e tendenziale ammonta a 0,9 punti nel 2015, a 1,2 punti nel 2016 e a 1,4 punti nel 2017.

Il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, parla di una “amarissima sorpresa” e lamenta l‘assenza di risorse per numerosi provvedimenti urgenti come la cassa in deroga, i contratti di servizio con FS, Anas e Poste, gli esodati e le missioni militari all‘estero.

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Le nuove previsioni del Def

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PER GRILLI ITALIA RISPETTA FISCAL COMPACT

Monti ha sottolineato che l‘Italia deve “tenere alta la guardia sulla disciplina di finanza pubblica anche nei prossimi anni”. In caso contrario, “si darebbe ossigeno all‘economia per farla poi ripiombare in una crisi ancora peggiore”.

Il Def conferma che il tallone d‘Achille dell‘Italia è il debito pubblico, indicato al 130,4% del Pil nel 2013 a fronte del 126,1% stimato a fine settembre, quando il governo si era impegnato a fare dismissioni del patrimonio pubblico per un punto di Pil all‘anno.

L‘incremento, di oltre 4 punti percentuali, è dovuto anche alla crisi economica più acuta del previsto e ai primi 20 miliardi che il governo ha promesso alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

Il debito dovrebbe imboccare una china discendente già nel 2014, quando è indicato al 129% del Pil.

Grilli ha garantito che il nuovo bilancio di previsione è “compatibile” con il Fiscal compact, il nuovo Patto di stabilità europeo. E da Bruxelles il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha definito “molto probabile” l‘uscita dell‘Italia dalla procedura per deficit eccessivo il prossimo mese di maggio.

Monti critica i partiti politici quando chiedono “inversioni di rotta e iniezioni di denaro per far fronte alla congiuntura”.

Per stimolare la crescita “non ci sono sostituti alle riforme strutturali”.

La strada da seguire, aggiunge, è tracciata nel Piano nazionale delle riforme (Pnr) allegato al Def, che sollecita il futuro esecutivo a “intervenire nuovamente sulla fiscalità del lavoro”, incentivando “l‘occupazione stabile e di qualità” e investendo su educazione, ricerca e innovazione.

Secondo le analisi del Tesoro, gli interventi adottati dal governo “garantiranno un aumento cumulato del Pil del 3,9% da qui al 2020 e fino al 6,9% nel lungo periodo”.

(Giuseppe Fonte)

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