2 aprile 2013 / 09:29 / 5 anni fa

Debiti Pa, oggi a Camere, domani mattina Cdm per varo decreto

ROMA, 2 aprile (Reuters) - Il Consiglio dei ministri si riunirà domani mattina per il varo del decreto legge sui 40 miliardi promessi alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione.

Lo riferisce una fonte governativa spiegando che “il provvedimento è pronto” e manca all‘appello solo il via libera preventivo di Camera e Senato per procedere.

Il governo ha alzato al 2,9% l‘obiettivo di indebitamento in rapporto al Pil del 2013 a fronte di un tendenziale del 2,4%.

Il margine di 0,5 punti servirà a liquidare 20 miliardi di crediti commerciali pregressi quest‘anno. Altri 20 miliardi arriveranno nel 2014 ma l‘impatto sui conti pubblici sarà limitato al debito pubblico, senza appesantire il deficit.

Camera e Senato si riuniranno alle 15,00 per votare la relazione del governo sui nuovi obiettivi programmatici. Il nuovo articolo 81 della Costituzione, infatti, vincola l‘esecutivo a chiedere il via libera del Parlamento qualora, per gravi recessioni o altri eventi eccezionali, sia necessario deviare temporaneamente dal pareggio di bilancio strutturale.

IL FRONTE EUROPEO

Il governo spera che il rimborso dei debiti produca un effetto favorevole sulla dinamica del Pil facendo ripartire più rapidamente la domanda interna già dalla metà dell‘anno in corso.

Lo schema prevede che i comuni paghino 12 miliardi nel 2013 e 7 nel 2014, il sistema sanitario nazionale 5 più 9 miliardi e lo Stato centrale 3,5 miliardi l‘anno.

Esiste però il rischio che le imprese debbano attendere ancora diverse settimane per vedersi saldare le prime fatture.

In base alle conclusioni del Consiglio europeo di metà marzo, l‘Italia potrà aumentare l‘indebitamento solo se uscirà dalla procedura per deficit eccessivo avviata dalla Commissione europea nel 2009 e il verdetto arriverà tra aprile e maggio.

La promozione dei conti pubblici italiani richiede che Bruxelles collochi il disavanzo sotto il 3% del Pil sia nel 2013 sia nel 2014.

A fine febbraio scorso la Commissione europea vedeva il deficit italiano stabilizzarsi al 2,1% sia quest‘anno che il prossimo.

Da allora però la congiuntura è peggiorata. Il persistere della crisi potrebbe ridurre il gettito fiscale peggiorando ulteriormente i saldi di bilancio.

Sia Bankitalia sia l‘Istat hanno avvertito il governo che l‘economia potrebbe contrarsi nel 2013 più del -1,3% indicato dal governo.

(Giuseppe Fonte)

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