10 gennaio 2013 / 15:53 / tra 5 anni

SINTESI-Bce non ha discusso taglio tassi, vede segnali stabilizzazione

* Tassi fermi, rischi su economia al ribasso e bilanciati su prezzi

* Unanimità decisione significa che nessuno in consiglio ha chiesto taglio

* Per Draghi segnali stabilizzazione, fiducia ulteriormente migliorata

* Paesi zona euro hanno ottenuto importanti progressi, in atto contagio positivo

* Bce non valuta ‘exit strategy’, lo farà quando vedrà ripresa

* Stringono spread periferici: Btp a minimo da luglio 2011 su Bund

MILANO, 10 gennaio (Reuters) - Il consiglio mensile Bce responsabile del verdetto sui tassi ne ha stabilita una conferma con un voto unanime. Lo ha fatto perché vede segnali di stabilizzazione e noramlizzazione pur in una congiunturale in cui l‘economia della zona euro resta fragile.

Sono le parole di Mario Draghi e suonano assai diverse da quelle del mese scorso, quando i banchieri europei - sempre secondo quanto riferito dal presidente - hanno invece valutato seriamente l‘ipotesi di un nuovo sconto sul costo del denaro.

“Per l‘economia reale resta valida la diagnosi fatta dalle nostre proiezioni del mese scorso. Non c‘è motivo di modificare lo scenario di medio termine per la stabilità dei prezzi ed è questa la ragione principale per cui la discussione del consiglio si è conclusa all‘unanimità” spiega alla platea dei giornalisti.

“Se la decisione è stata unanime, questo naturalmente implica che non ci sono state richieste di un taglio dei tassi”.

I rischi sulla crescita - recita secondo una formula ormai tradizionale il comunicato letto dal presidente - restano al ribasso e quelli sui prezzi sostanzialmente bilanciati.

E’ però rispondendo alle domande della stampa che il tono si vivacizza e arriva il messaggio per lo meno in parte inedito.

“I rendimenti dei governativi e i ‘cds’ sovrani sono molto scesi, le borse sono migliorate, la volatilità viaggia su minimi storici e abbiamo visto massicci flussi di investimento in direzione della zona euro” spiega l‘inquilino dell‘Eurotower.

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Euro zone debt crisis graphics: r.reuters.com/hyb65p

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Per la zona euro, prosegue, la debolezza dell‘economia dovrebbe protrarsi in vista però di una graduale ripresa sempre nel corso di quest‘anno.

E’ inoltre in atto, come quando le cose vanno bene, una fase di “contagio positivo”.

Non si fa attendere la reazione dei mercati finanziari, sorpresi oggi dai toni più rialzisti esattamente come a dicembre dall‘intonazione ‘dovish’.

In caduta di oltre un punto pieno il futures sul decennale tedesco, tradizionale obiettivo degli acquisti rifugio nei momenti di maggiore avversione al rischio, e marcata flessione per i derivati Euribor, piatti all‘inizio della conferenza stampa poi in calo rispettivamente di 15 e 45 millesimi sulle scadenze marzo e giugno.

Su piattaforma TradeWeb, il premio di rendimento del Btp novembre 2022 rispetto all‘equivalente Bund scivola a 257 punti base, nuovo minimo da fine luglio 2010, mentre il tasso del decennale italiano si muove sui livelli più bassi da novembre 2010.

Paga intanto sempre meno di 5% il dieci anni spagnolo, mentre il rendimento dello Schatz accelera al massimo degli ultimi tre mesi.

“La Bce è evidentemente restia sia a tagliare i tassi sia - elemento ancora più importante - a segnalare l‘intenzione di farlo in futuro e questo aumenta la pressione sui governativi europei ‘core’” sintetizza lo strategist Rabobank Richard McGuire.

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