6 dicembre 2012 / 10:59 / 5 anni fa

PUNTO 2-Monti ottiene fiducia ma senza voti Pdl, sale spread

* Il Senato vota fiducia a Monti con soli 127 sì

* Finocchiaro: governo perde maggioranza politica, Monti vada al Colle

* Spread risale a 330 punti per tensioni

* Passera: crisi attuale dopo dieci anni di cattiva gestione (Riscrive dopo voto Senato, aggiunge commenti politici)

di Francesca Piscioneri e Giuseppe Fonte

ROMA, 6 dicembre (Reuters) - Fiducia con brivido oggi in Senato per il governo di Mario Monti a causa della defezione del Pdl che non ha partecipato al voto in segno di protesta contro le critiche mosse dal ministro Corrado Passera a un possibile ritorno in scena di Silvio Berlusconi.

Il primo partito della ‘strana’ maggioranza non si è formalmente astenuto, cosa che a Palazzo Madama si traduce in voto contrario, ma ha dato indicazione ai propri senatori di uscire dall‘aula garantendo che vi rimanesse una quota sufficiente per avere il numero legale.

La fiducia è stata dunque votata ma il dato politico è che il governo ha perso la propria maggioranza politica facendo dire al Pd che il premier dovrebbe rimettete il mandato nelle mani del Capo dello Stato.

I voti favorevoli sono stati 127, 17 contrari e 23 gli astenuti, i senatori presenti erano 169 su 315 (senza i senatori a vita).

“Se il principale partito della strana maggioranza non vota la fiducia e lo fa in modo irresponsabile, in un momento delicatissimo per il Paese, vuol dire che il governo non ha più la maggioranza. Il problema politico è di una rilevanza senza limiti. Io credo che Monti debba salire al Colle come richiede la prassi”, ha detto in aula la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro riferendo che il Pdl non avrebbe votato le fiducie nemmeno sui provvedimenti in esame alla Camera.

Il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, non ha confermato limitandosi a dire che il partito è sempre stato responsabile ma una fonte del Pdl ha ammesso che l‘orientamento resta per l‘astensione anche a Montecitorio.

Pesante la reazione dei mercati che hanno reagito con una aumento dello spread fino a 330 punti e un calo della Borsa di oltre il 2%.

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PASSERA: RIENTRO BERLUSCONI PASSO INDIETRO, FA MALE A ITALIA

La tensione tra il Pdl e l‘esecutivo di Mario Monti ha cominciato a salire dopo che nella tarda serata di ieri Berlusconi ha riaperto la porta ad una sua candidatura come premier del centrodestra alle elezioni politiche di primavera, criticando aspramente le politiche di rigore dei tecnici che avrebbero portato l‘Italia “sul baratro”.

Stamani, in un‘intervista televisiva, il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, ha commentato: “Non posso entrare nelle dinamiche dei singoli partiti ma come Italia dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti. Tutto ciò che può fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro non è bene per l‘Italia”.

“Il Pdl non parteciperà al voto pur garantendo il numero legale”, ha annunciato Gasparri in reazione alle frasi del ministro, sospettato di voler presentarsi alle prossime elezioni in una formazione di centro favorevole a un nuovo mandato per Monti.

“In questo modo il Pdl passa a una posizione di astensione verso il governo”.

BERLUSCONI: ITALIA SU ORLO BARATRO

Passera ha replicato in modo puntuale alle critiche di Berlusconi sulla politica economica parlando di “rappresentazione molto poco obiettiva... Molte delle cose citate vengono da 10 anni di cattiva gestione del Paese. Tutti sappiamo che un anno fa sì il Paese era vicinissimo a scivolare verso la situazione greca che avrebbe potuto comportare una perdita di sovranità. Venivano ad amministrarci da fuori, avrebbero tagliato servizi indispensabili come salute scuola, stipendi e pensioni”.

Berlusconi ha governato nell‘ultimo decennio dal 2001 al 2006 e poi dal 2008 fino allo scorso anno quando, con lo spread a 570 punti, è stato costretto a dimettersi.

“Guardiamo dove eravamo dieci anni fa: al 100% nel rapporto tra debito e Pil e siamo a oltre 120, abbiamo buttato via il beneficio dell‘euro, delle privatizzazioni, abbiamo smesso di investire e ridotto il risparmio, e vi è un disagio sul fronte occupazione che è anche peggio di quello [che appare]”, ha aggiunto Passera pur aggiungendo che si tratta di “responsabilità molto diffuse, non solo di chi governa”.

Berlusconi ieri ha detto che l‘Italia è sull‘orlo del baratro e che per questo sarebbe necessario un suo ritorno alla guida del Paese, nell‘ennesimo cambio di rotta sulle sue intenzioni future.

“L‘economia è allo stremo, un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d‘acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili. Le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagare l‘Imu. Le imprese che chiudono, l‘edilizia crollata, il mercato dell‘auto distrutto”, ha scritto il Cavaliere in una nota diffusa ieri notte.

Per sapere se gli annunci della tarda serata di ieri si trasformeranno in una decisione concreta bisognerà aspettare la nuova riunione dei vertici del Pdl prevista per l‘ora di pranzo sempre a casa dell‘ex premier.

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