23 novembre 2012 / 18:43 / tra 5 anni

PUNTO 1 - Bilancio Ue, summit senza accordo, si riprova in 2013

* Van Rompuy vede possibile intesa a inizio del prossimo anno

* Monti contro Cameron: evitare discorsi “demagogici”

* Gli Stati beneficiari del “rebate” parteciperanno a finanziamenti

* L‘Italia incassa per ora aumento fondi coesione (Riscrive e aggiunge dichiarazioni Monti, contesto)

BRUXELLES, 23 novembre (Reuters) - Il Consiglio dei Capi di Stato e di governo europei non è riuscito a trovare un accordo sul nuovo bilancio da 1.000 miliardi di euro circa tra 2014 e 2020 dopo che numerosi Stati membri si sono opposti ai massicci tagli chiesti dalla Gran Bretagna e dai suoi alleati.

“Nulla è ancora acquisito, nulla è ancora perduto”, ha commentato Mario Monti ricordando che “non è la prima volta e non sarà l‘ultima” che non si trova un accordo sul bilancio comunitario.

Secondo il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, i negoziati “mostrano un sufficiente grado di convergenza potenziale per raggiungere un accordo all‘inizio del prossimo anno”.

Il presidente lituano, Dalia Grybauskaite, ha detto che Germania, Gran Bretagna, Svezia e Olanda hanno chiesto di portare da 80 a 110 miliardi i tagli allo schema di bilancio comunitario proposto dalla Commissione europea.

Sfruttando i pregiudizi contro i burocrati di Bruxelles, visti come privilegiati, il primo ministro inglese David Cameron ha preso di mira i circa 60 miliardi annui destinati a retribuzioni e benefici salariali: “Non possiamo aumentare la spesa in Europa quando la tagliamo a casa”, ha detto.

Da parte sua, Monti ha invitato i partner europei a evitare discorsi demagogici: “È un argomento superficiale, e non lo accettiamo, che siccome siamo in fase di dure economie sul piano dei bilanci nazionali, la stessa cosa debba avvenire a livello comunitario”.

“È un po’ demagogico l‘uso della fustigazione del bilancio comunitario da parte di alcuni Stati, e anche incoerente visto che l‘Ue è caricata di nuove responsabilità”, ha aggiunto il Capo del governo italiano.

Più di due terzi dei circa 130 miliardi di spesa comunitaria annuale va a finanziare sussidi all‘agricoltura, investimenti in autostrade, ponti e altre opere pubbliche nei Paesi più poveri dell‘Europa meridionale e orientale.

PER ITALIA MONTI RIVENDICA RISULTATO MIGLIORE CHE IN 2005

Con 9 miliardi di pagamenti netti, la Germania è il primo contributore netto dell‘Unione seguita da Francia (6,4 miliardi) e Italia (5,9 miliardi). La Gran Bretagna è il quarto con 5,5 miliardi.

Secondo Monti, la nuova bozza di mediazione presentata da Van Rompuy ieri sera “ha segnato progressi significativi rispetto alla proposta precedente”, anche se “non ancora sufficienti”.

I complessi meccanismi di bilancio europei prevedono rimborsi temporanei a favore di Germania, Svezia, Olanda e Austria. Il Regno Unito gode invece di un rimborso permanente e modificabile solo all‘unanimità dai Capi di Stato e di governo.

Per l‘Italia, il sistema dei rimborsi produce distorsioni all‘impianto comunitario che devono essere eliminate.

“L‘attuale sistema di rebate è iniquo anche perché va a favore di Paesi più prosperi dell‘Italia. La proposta Van Rompuy va nella direzione da noi auspicata perché prevede la partecipazione dei beneficiari ai finanziamenti”, ha aggiunto.

Monti ha rivendicato altri successi ottenuti dall‘Italia al tavolo dei negoziati, come la quota delle risorse destinate alle politiche di coesione che passa dall‘8,3% nel 2007-2013 al 9%.

Sull‘agricoltura, invece, “la proposta rivista non ci soddisfa, anche a causa dei tagli alle allocazioni delle risorse per il settore”, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Di positivo per Roma, inoltre, c‘è il bonus aggiuntivo di 1 miliardo di euro in termini di maggiore allocazione mentre non ci sono progressi nel settore degli aiuti diretti.

In ogni caso, Monti ha voluto sottolineare che “se le cose si chiudessero ad oggi il risultato per l‘Italia sarebbe considerevolmente migliore di quello che si ebbe nel 2005”, quando si negoziò il bilancio 2007-2013.

Il presidente del Consiglio non ha escluso di gestire la nuova fase negoziale: “Non sono in grado di prevedere. Mi sembra che un governo resti in carica qualche tempo dopo lo svolgimento delle elezioni”.

“Ma questo è un compito che cederemmo volentieri a qualche altro governo”, ha subito aggiunto Monti.

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