12 novembre 2012 / 15:43 / 5 anni fa

PUNTO 2 - Debito, quota esteri scesa al 35% da 51% metà 2011 - Cannata

(Riscrive, aggiunge dichiarazioni e contesto)

ROMA, 12 novembre (Reuters) - La quota di debito pubblico italiano in mano a investitori stranieri è scesa a circa il 35% a fronte del 51% di metà 2011.

Lo ha detto la responsabile del debito pubblico, Maria Cannata, mostrandosi ottimista sulle emissioni del 2013 e confermando che l‘Italia non ha bisogno di chiedere aiuti all‘Unione europea.

L‘Italia ha dunque pagato dazio alla crisi dei debiti sovrani europei ma i segnali di inversione cominciano a vedersi, tanto che la dirigente del Tesoro sottolinea un progressivo ritorno degli operatori stranieri dal “maggio scorso”.

“Il clima è migliorato. I timori non sono più sui conti pubblici e sul livello del debito ma sulla crescita e sull‘incertezza politica. In Italia e in Europa”, ha spiegato.

“Non siamo messi così male, non drammatizziamo”, ha proseguito.

Restano i dubbi legati alla riforma della governance europea: “È molto importante che si vada avanti sull‘Unione bancaria e su una gestione applicata in modo uniforme per tutti”.

Non aiutano neppure le opacità del nuovo fondo salva Stati, lo European stability mechanism (Esm), di cui bisogna chiarire lo status di creditore privilegiato.

“Questa cosa deve essere chiarita altrimenti c‘è il rischio per il Paese che chiede aiuto di trovarsi in un mercato segmentato con incertezza da parte degli investitori su come possono essere trattati in caso di difficoltà dall‘emittente”.

Forte dei 18 miliardi raccolti con la terza emissione del Btp Italia, il titolo a quattro anni dedicato alla clientela retail e indicizzato all‘inflazione, il ministero dell‘Economia punta a ridurre il collocamento di Bot “a fine anno” e a iniziare il 2013 “con un po’ più di riserva”.

“Il Btp Italia ha fatto molta impressione all‘estero, dimostra che c‘è un‘ampia base di investitori interni pronti a sottoscrivere il debito”.

Per il prossimo anno Maria Cannata ribadisce l‘intenzione di modificare la struttura del Btp Italia ma non fornisce molti dettagli: “Stiamo facendo le nostre valutazioni. Potremmo introdurre più di una scadenza o cambiare altri aspetti per gestire meglio il processo”.

Quanto alle strategie dei prossimi mesi, la responsabile del debito pubblico italiano conferma che il Tesoro punta a ridurre di 60 miliardi le emissioni del 2013, ad allungare lievemente le scadenze e a emettere un nuovo benchmark a 15 anni.

Operazioni di buy back vedranno la luce a inizio anno grazie ai 9-10 miliardi che la Cassa depositi e prestiti verserà al Tesoro per l‘acquisto di Sace, Fintecna e Simest.

Contabilmente la cessione delle tre controllate contribuirà a garantire il raggiungimento del target debito/Pil del 2012, perché “la liquidità depositata in tesoreria non è più debito”.

(Giuseppe Fonte)

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