17 ottobre 2012 / 17:53 / 5 anni fa

PUNTO 1-Non dobbiamo sorprenderci che non si veda ancora crescita-Monti

(Aggiunge dichiarazioni)

di Ilaria Polleschi

BOLOGNA, 17 ottobre (Reuters) - Non dobbiamo sorprenderci che non si vedano ancora segnali di ripresa in Italia perché le misure che il governo ha adottato, tutte rivolte alla crescita, non danno effetti immediati.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti nel corso del suo intervento all‘assemblea dell‘Anci (l‘associazione dei comuni italiani) a Bologna.

“Abbiamo dovuto evitare la catastrofe, non dobbiamo sorprenderci che non ci siano segnali di crescita, era inevitabile”, ha spiegato Monti. “Possiamo avere collettivamente la sensazione che non si sia ancora intervenuti, ma tutto quello che abbiamo fatto, contemporaneamente al tamponamento alla situazione finanziaria e all‘estirpazione del cancro finanziario, va in quella direzione”.

Monti ha aggiunto che il lavoro del governo punta a “sgombrare l‘Italia dal materiale che impedisce il funzionamento armonico del Paese, che sono le rendite e i privilegi”.

Nell‘elencare le cose fatte, il premier ha parlato anche della legge contro la corruzione “per la quale siamo in dirittura d‘arrivo” e la “lotta senza quartiere all‘evasione fiscale”.

A proposito di corruzione ha aggiunto che nel suo incontro di poche settimane fa con l‘emiro del Qatar, la corruzione gli è stata citata come unica causa del non avere fatto ulteriori investimenti nel nostro Paese.

Monti ha ricordato anche l’“iniezione di concorrenza che stiamo cercando di mettere in tutti i punti del sistema, che si tratti di separare produzione e erogazione di gas, di abolire le tariffe nei servizi professionali, di aprire alla concorrenza sistemi di grandi reti: tutto ciò serve a ridurre le ingiustizie e a creare possibilità crescita”.

“Mi spiace - ha aggiunto il premier - che la nostra azione in condizioni di emergenza abbiano comportato un certo quantum di brutalità. Credo che i governi che seguiranno non potranno che esser migliori, avranno capito cosa i cittadini vogliono e cosa occorre al Paese”.

SU PATTO STABILITA’ AL LAVORO IN TAVOLI UE

Per quanto riguarda il patto di stabilità, che gli enti locali virtuosi chiedono di poter sforare, il premier ha ricordato che l‘esecutivo lavora “quotidianamente sui tavoli europei perché si aprano spazi che consentano di affermare la logica del riconoscimento, per chi ha fatto i compiti a casa, del suo essere virtuoso”.

I tempi però non saranno brevi, anche perché occorre costruire una fiducia reciproca tra i paesi, ma quello che è certo, secondo Monti, è che “se l‘Italia avesse avuto la scivolata, che molti forse auspicavano, le proposte degli italiani sul patto di stabilità sarebbero state rinviate di molti anni”.

SU IMU ALLA STUDIO FONDO SPERIMENTALI

Per quanto riguarda l‘Imu, che i sindaci vorrebbero trattenere tutta per i Comuni, il presidente del Consiglio ha detto che il governo si rende “conto che una criticità nel tributo riguarda la riserva alla Stato di una quota dell‘imposta, che non è eliminabile a causa dei vincoli di finanza pubblica che le circostanze tuttora impongono”.

Ci sono però allo studio ipotesi per un intervento basato non solo sulla riduzione della riserva a favore dello Stato, “ma soprattutto su un fondo sperimentale di riequilibrio che nel federalismo fiscale rappresenta il perno sui cui si fonda sistema perequativo”.

DIFETTI DEI POLITICI SONO DELLA SOCIETA’ CIVILE

Parlando poi dei riferimenti alla casta dei politici, Monti non ha esitato “a dire che molti dei difetti che troviamo in una minoranza della società politica sono difetti simili a quelli che abbiamo noi cittadini della società civile”.

“Chiamare furbo l‘evasore, essere molto comprensivi verso il nostro vicinato... da noi non ci sono meccanismi di esclusione verso chi si dimostra indegno, ma c‘è la tendenza a coprirci”, ha detto il premier, ricordando che “la solidarietà viene vista con maggiore simpatia rispetto alla concorrenza e al merito”.

“Abbiamo troppa tendenza ad essere comprensivi gli uni con gli altri, la fantastica capacità di classificare tutto il male in capo alla società politica. Credo che dovremmo essere più ponderati e intransigenti”.

(Ilaria Polleschi)

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