12 ottobre 2012 / 13:22 / 5 anni fa

Banche, sofferenze Italia non tali da giustificare 'bad bank'-Beltratti

MILANO, 12 ottobre (Reuters) - La situazione attuale delle sofferenze del sistema bancario italiano non è così grave da giustificare la creazione di una ‘bad bank’, mentre potrebbe essere utile riflettere su quanto accade in Inghilterra dove la BoE sta pensando a requisiti patrimoniali in direzione antitetica rispetto al ciclo.

Lo ha dichiarato Andrea Beltratti, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo a margine di un evento all‘Università Bocconi.

“Credo che la creazione di una ‘bad bank’ sia appropriata per casi veramente gravi”, ha spiegato Beltratti.

“Per quanto le sofferenze delle banche italiane stiano aumentando, nell‘ambito di un ciclo economico difficile e che rimarrà tale nel prossimo anno, come ci dicono le previsioni, non mi sembra che siamo su livelli tali da giustificare questo grado di allarmismo”, ha aggiunto.

“E’ una situazione certamente difficile per le banche e ancora di più per le imprese che evidentemente hanno difficoltà al rimborso. Però l‘impressione è che non dobbiamo pensare che la situazione sia drammatica”, ha proseguito Beltratti.

Sull‘opportunità di un intervento istituzionale che faciliti per le banche la gestione delle sofferenze, Beltratti ritiene che queste “debbano essere valutate da chi ha la responsabilità complessiva dei conti”. Tuttavia - ha aggiunto - “più riusciamo a lavorare con le regole e gli strumenti esistenti, meglio è per tutti”.

Sulle banche italiane, Beltratti è tornato a sottolineare come siano “ben patrimonializzate e le uniche in Europa ad aver aumentato davvero il capitale nel biennio 2011-12 e che non hanno pensato di raggiungere i ratio patrimoniali riducendo gli asset”.

“Questo ci mette in posizione di resistere alle fasi negative del ciclo”, ha proseguito.

“Casomai - ha poi rimarcato Beltratti - si può riflettere sull‘esempio inglese: in questi giorni la BoE pare stia attuando misure in senso contro-ciclico variando i requisiti di capitale in relazione ai prestiti delle banche”.

“Questa - ha spiegato - può essere una misura su cui ragionare con requisiti più bassi nelle fasi più difficili e più alti nelle fasi più facili del ciclo”. Tuttavia la riflessione deve avvenire “in un contesto europeo per evitare ulteriori disomogeneità che sono già tante nel sistema bancario europeo”.

“Si applicherebbe un concetto noto agli invetsitori, che non causerebbe ulteriore volatilità né allarmismi ed essere utile al rilancio dell‘economia”, ha concluso.

(Gianluca Semeraro)

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