21 settembre 2012 / 16:23 / tra 5 anni

PUNTO 2-Fiat, bene in Brasile anche per aiuti, in Ue ora non possibile -AD

(Aggiunge commento ex ministro Cesare Damiano)

MILANO, 21 settembre (Reuters) - Fiat produce e ha buoni risultati in Brasile anche perchè lì riceve finanziamenti e agevolazioni fiscali. Nell‘Unione europea, invece, con le attuali norme non è possibile.

Così l‘AD Sergio Marchionne risponde al ministro Corrado Passera, che dal Brasile si interrogava sui mancati guadagni di Fiat in Europa ed Italia, a differenza che nel paese sudamericano.

“Sono felice che il ministro Passera, andando in Brasile, si sia reso conto dei grandi risultati della Fiat in quel Paese ... Sono sicuro che il ministro sappia che le case automobilistiche che vanno a produrre in Brasile possono accedere a finanziamenti e agevolazioni fiscali. In particolare per lo stabilimento nello stato di Pernambuco, in corso di costruzione, la Fiat riceverà finanziamenti sino all‘85% su un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno benefici di natura fiscale” dice Marchionne in una nota.

Il manager ricorda poi che “per quanto riguarda la Fiat l‘ultima operazione del genere in Italia si è verificata all‘inizio degli anni novanta per lo stabilimento di Melfi”.

E Marchionne sottolinea anche che, considerando l‘attuale quadro normativo europeo, simili condizioni di finanziamento non siano ottenibili nell‘ambito dell‘Unione Europea.

Marchionne, anche la settimana scorsa a Detroit, ha ricordato la sua proposta per un intervento concertato per ridurre la capacità produttiva in Europa, spiegando che su questa tema c‘è l‘opposizione tedesca.

Sul delicato tema delle agevolazioni, uno spiraglio è stato aperto nei giorni scorsi dal ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero.

Moavero ha spiegato che il governo potrebbe agire all‘interno delle maglie dei trattati Ue per favorire il mantenimento dei siti produttivi di Fiat in Italia. Moavero ha anche aggiunto che ogni ipotesi è prematura prima che il gruppo automobilistico sveli i suoi piani per il Paese.

L‘ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, prende spunto dalla nota dell‘AD di Fiat, che interpreta come una richiesta di finanziamenti pubblici, per solleticare il manager che ha sempre detto di non gradire il sostegno pubblico: “Il Marchionne che ricorda a Passera che Fiat va bene dove gli stati aiutano il settore auto è lo stesso che ha sempre rivendicato di non voler chiedere risorse pubbliche dall‘Italia?”

Nella nota, tuttavia, il parlamentare del Pd non rifugge all‘idea che una politica industriale possa basarsi sul sostegno dello stato: “Tutti sanno che la Fiat nel corso della sua esistenza più che centenaria ha ottenuto molto dai governi e che le azioni di sostegno, che sono necessarie, per competere con analoghi atteggiamenti di Stati uniti, Germania e Francia, implicano anche una responsabilità sociale dell‘impresa per quanto riguarda i territori di insediamento e l‘occupazione”.

Una settimana fa Fiat ha ufficialmente ritirato il piano Fabbrica Italia presentato nel 2010 e che prevedeva 20 miliardi di investimenti in Italia entro il 2014 a causa dell‘andamento molto negativo del mercato.

Domani, sabato, Marchionne, accompagnato dal presidente John Elkann, incontrerà il presidente del Consiglio Mario Monti e i ministri Passera ed Elsa Fornero.

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