6 giugno 2012 / 12:12 / tra 5 anni

PUNTO 2 - Spending review, Tesoro conferma impegno a sterilizzare Iva

* Sisma Emilia e calo entrate complicano azione governo

* Attesa per riunione comitato spending review 12 giugno

* Polillo: spostare nel tempo tasse da Irpef a Iva (Aggiunge dichiarazioni Polillo in coda)

ROMA, 6 giugno (Reuters) - Nonostante il calo del gettito fiscale rispetto alle previsioni e l‘impegno finanziario per la ricostruzione dei territori emiliani colpiti dal sisma, il governo ribadisce l‘impegno a sterilizzare l‘aumento dell‘Iva previsto dal prossimo mese di ottobre.

“Questo è un primo imperativo”, ha detto il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo parlando nell‘aula del Senato, che si avvia ad approvare oggi in prima lettura il decreto legge sulla spending review.

Secondo il rappresentante del governo, il carico fiscale “è insostenibile” e “in una situazione di forte caduta della domanda interna è chiaro che sarebbe incomprensibile e del tutto errato puntare su un ulteriore aumento dell‘Iva”.

In base a quanto prevede la manovra correttiva di dicembre, la terza del 2011, dal primo ottobre del 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% saliranno di 2 punti percentuali. Dal 2014 le due aliquote aumenteranno di altri 0,5 punti percentuali.

Le risorse necessarie a sterilizzare l‘aumento ammonterebbero a 3,28 miliardi di euro nel 2012, a 13,12 miliardi nel 2013 e a 16,4 miliardi nel 2014, secondo le stime allegate dal Tesoro alla manovra e che si basano tra l‘altro su un quadro congiunturale meno pessimista dell‘attuale.

Ieri il responsabile della revisione della spesa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, ha detto che il terremoto in Emilia Romagna rende più difficile per il governo ridurre la pressione fiscale. Questo perché i fondi “resi disponibili dalla spending review” serviranno anche alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma, come annunciato dal governo il 30 maggio scorso.

Proprio oggi Confindustria ha avvertito che la produzione industriale nelle zone colpite dal sisma rischia realisticamente uno stop di quattro-sei mesi, comportando la perdita di qualche frazione di punto di Pil a livello nazionale.

A complicare il quadro contribuisce l‘andamento del gettito tributario erariale, che nei primi quattro mesi dell‘anno mostra un calo di 3,5 miliardi rispetto alle più recenti previsioni del governo diffuse con il Documento di economia e finanza (Def), il 18 aprile scorso.

NUOVA RIUNIONE COMITATO SPENDING REVIEW IL 12 GIUGNO

Per ora Mario Monti ha annunciato di voler risparmiare, attraverso la spending review, 4,2 miliardi tra giugno e dicembre 2012, che diventano 7,2 a partire dal 2013.

Il piano di tagli selettivi dovrebbe essere pronto per il 12 giugno, giorno in cui tornerà a riunirsi il comitato sulla spending review, presieduto dal presidente del Consiglio Mario Monti e composto, oltre che da Giarda, dal ministro per la Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, dal viceministro dell‘Economia Vittorio Grilli e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

Stretto tra l‘esigenza di evitare un nuovo aumento del carico fiscale e quella di trovare risorse adeguate per l‘emergenza terremoto, una fonte governativa spiega che il governo potrebbe aumentare a 5 miliardi la dimensione dei risparmi programmati per il 2012. L‘alternativa sarebbe limitare solo in parte l‘aumento dell‘Iva.

Quale che sia la scelta, i tagli diverranno operativi attraverso un decreto legge che il governo dovrebbe approvare a fine giugno o nei primi giorni di luglio, continua la fonte.

Polillo dice che evitare ora l‘aumento dell‘imposizione indiretta è importante anche per “una ragione di carattere strutturale”, perché permette al governo di conservare “una riserva di valore” per portare avanti, in una prospettiva di medio termine, l‘annunciato spostamento del carico fiscale dalle persone alle cose, cioè dall‘Irpef all‘Iva.

“Esiste un‘anomalia che è tutta italiana. Se confrontate i dati forniti dalla Banca d‘Italia con quelli internazionali vi accorgerete che l‘Italia è l‘unico Paese in cui c‘è una prevalenza dell‘imposta personale su quella indiretta. La prevalenza infatti dell‘imposta personale su quella indiretta genera un maggior gettito pari allo 0,8%”, ha detto Polillo.

“Negli altri Paesi, in particolare in Germania e in Francia, il rapporto è assolutamente rovesciato e presenta valori molto più consistenti: in Francia e in Germania, ad esempio, il peso delle imposte indirette sul Pil è di circa tre punti superiore a quello delle imposte dirette. La spiegazione è semplice ed è di carattere macroeconomico. La prevalenza delle imposte indirette su quelle dirette equivale infatti a una sorta di svalutazione monetaria, perché consente di colpire le importazioni e di favorire le esportazioni. Questo spiega perché Paesi più forti di noi, dal punto di vista economico e della coesione sociale, hanno operato questa scelta”, ha proseguito il sottosegretario al Tesoro.

(Giuseppe Fonte)

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