30 maggio 2012 / 16:03 / 5 anni fa

SINTESI-Italia sta centrando target, no nuove misure bilancio-Ue

(Riscrive accorpando take su raccomandazioni Ue su Italia e dichiarazioni Rehn)

BRUXELLES, 30 maggio (Reuters) - L‘Italia è sulla buona strada per raggiungere i propri obiettivi di bilancio e non necessita di nuove manovre, ma deve concentrarsi sulla crescita e sulla riforma del mercato del lavoro.

E’ questa la sintesi del Commissario Ue per gli Affari economici e monetario Olli Rehn del giudizio presentato oggi dall‘esecutivo europeo sul programma di stabilità e sul piano di riforma presentati dall‘Italia.

Il governo guidato da Mario Monti ha tracciato un percorso credibile perchè il paese riporti il deficit/pil italiano al di sotto del 3% quest‘anno e inizi a ridurre il quoziente del debito nel 2013, secondo la Commissione. Bruxelles sottolinea, inoltre, come Roma punti nel nuovo programma di stabilità a tagliare il traguardo del pareggio di bilancio strutturale l‘anno prossimo, quindi con un anno di anticipo rispetto ai piani formalizzati dodici mesi fa, e che è sulla buona strada per rispettare i nuovi vincoli sul ritmo di riduzione del debito e sul contenimento della dinamica spesa pubblica.

“Non vediamo alcuna ragione per raccomandare all‘Italia misure addizionali di consolidamento dei conti” ha detto oggi Rehn durante la conferenza stampa del primo pomeriggio per presentare le raccomandazioni. “L‘Italia sta centrando i suoi obiettivi di bilancio”.

Il giudizio della Commissione ha rincuorato il premier italiano. “Non si vive di sola economia, ma è importante essere percepiti come un Paese su una solida rotta di risanamento”, ha detto Mario Monti oggi.

Le raccomandazioni pubblicate dall‘esecutivo Ue saranno poi messe al vaglio politico nella riunione Ecofin del 22 giugno per arrivare alla stesura finale.

IMPLEMENTAZIONE RIGIDA E COMPLETA

Nelle sue raccomandazioni specifiche per l‘Italia, la Commissione riconosce che “il programma [di stabilità dell‘Italia] prevede un picco del debito nel 2012, seguito da un progressivo calo sempre più veloce, parallelo all‘aumento dell‘avanzo primario”.

“Secondo i piani, l‘obiettivo per la riduzione del debito verrà centrato alla fine del periodo di transizione (2015)” scrive l‘esecutivo Ue riferendosi alla prescrizione di tagliare il debito eccessivo in media di un ventesimo all‘anno.

La Commissione, però, ribadisce che nel lungo termine il paese è da considerare “a medio rischio riguardo alla sostenibilità dei conti pubblici”.

In aggiunta il documento pubblicato da Bruxelles prescrive che gli interventi contenuti nel piano fiscale di Roma siano attuati in modo “rigido e completo”.

Il governo si è impegnato su aree come la tassazione, le pensioni, la concorrenza sui mercati dei prodotti e dei capitali, l‘ambiente degli investimenti, l‘efficienza della pubblica amministrazione e, di recente, il mercato del lavoro, riconosce l‘esecutivo comunitario.

Al buon allievo spetta però naturalmente di continuare ad applicarsi per migliorare il rendimento su diversi versanti e Bruxelles si sofferma sul percorso che rimane da compiere.

Le raccomandazioni Ue parlano nel dettaglio di un “parziale raggiungimento” dei sei obiettivi 2011 definiti come ‘country specific’ e individuano sette aree di intervento per il paese.

Nel caso dell‘Italia il primo target è quello di correzione del deficit eccessivo e di riduzione sostanziale del debito. Poi Roma deve assicurare i meccanismi appropriati per applicare il vincolo di pareggio di bilancio inserito in Costituzione e migliorare l‘efficienza e la qualità della spesa pubblica. Sul fronte del lavoro e dell‘istruzione è necessario agire per ridurre la disoccupazione giovanile e per migliorare il sistema scolastico.

Va poi adottata la riforma del mercato del lavoro, rafforzando le misure contro la segmentazione di questo mercato e riformando i contratti collettivi.

La lotta all‘evasione e lo sforzo di far emergere l‘economia sommersa deve continuare, mentre le esenzioni fiscali vanno diminuite.

Rinnovate anche le richieste di liberalizzare il settore dei servizi, rilanciare gli investimenti del settore privato in ricerca e, come ultimo obiettivo, tagliare la burocrazia.

(Alessia Pe)

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