30 maggio 2012 / 13:07 / tra 6 anni

Ue promuove Italia su conti pubblici, chiede calo debito da 2013

di di Alessia Pe

MILANO, 30 maggio (Reuters) - Passa l‘esame della Commissione europea, come anticipato dalla stampa, l‘aggiornamento del programma di stabilità dell‘Italia firmato da Mario Monti.

Dovere di Roma è garantire, scrive Bruxelles, che il deficit eccessivo sia corretto quest‘anno e il debito pubblico cominci a calare dal prossimo.

Per l‘esecutivo Ue le misure messe in campo dal governo italiano dovrebbero consentire al paese di rispettare gli impegni presi in sede europea e i nuovi vincoli introdotti dalla Ue sul controllo della dinamica della spesa pubblica e sulla velocità di riduzione del debito che scatteranno nei prossimi anni. Gli interventi contenuti nel piano fiscale di Roma vanno però attuati in modo “rigido e completo” si legge nel documento appena pubblicato a Bruxelles.

Nelle sue raccomandazioni specifiche per l‘Italia, la Commissione riconosce che “il programma [di stabilità dell‘Italia] prevede un picco del debito nel 2012, seguito da un progressivo calo sempre più veloce, parallelo all‘aumento dell‘avanzo primario”. “Secondo i piani, l‘obiettivo per la riduzione del debito verrà centrato alla fine del periodo di transizione (2015)” dice l‘esecutivo Ue riferendosi alla prescrizione di tagliare il debito eccessivo in media di un ventesimo all‘anno.

La Commissione, però, ribadisce che nel lungo termine il paese è da considerare “a medio rischio riguardo alla sostenibilità dei conti pubblici”.

Negli ultimi mesi la risposta politica volta a garantire la solidità dei conti pubblici e far fronte alle debolezze strutturali di lunga data è stata determinata, secondo Bruxelles.

Il governo si è impegnato su aree come la tassazione, le pensioni, la concorrenza sui mercati dei prodotti e dei capitali, l‘ambiente degli investimenti, l‘efficenza della pubblica amministrazione e, di recente, il mercato del lavoro, riconosce l‘esecutivo comunitario.

Al buon allievo spetta però naturalmente di continuare ad applicarsi per migliorare il rendimento su diversi versanti e Bruxelles si sofferma sul percorso che rimane da compiere.

I punti di debolezza sono quelli di sempre.

La Commissione è preoccupata del dualismo tra nord e sud del Paese nello sviluppo economico, sollecita una strategia per mettere a punto l‘ambizioso piano di consolidamento del bilancio e lamenta la debolezza sul fronte della concorrenza e l‘elevata tassazione sul lavoro.

Resta invece ridotto, sottolinea Bruxelles, il tasso di occupazione e partecipazione al mercato del lavoro, specie tra le categorie dei giovani e delle donne. Non soddisfa la qualità sistema scolastico e formativo, un significativo ritardo sul piano delle infrastrutture e una scarsa concorrenza industriale, in particolare nel campo di energia e trasporti.

Il clima non incoraggia lo sviluppo delle imprese a causa di inefficenze amministrative, pesante normativa e significative debolezza nel sistema giudiziario civile.

Le raccomandazioni di Bruxelles parlano nel dettaglio di un “parziale raggiungimento” dei sei obiettivi 2011 definiti come ‘country specific’.

Nel caso dell‘Italia il primo target è quello correzione del deficit eccessivo, rafforzare le misure contro la segmentazione del mercato del lavoro, riformare i contratti collettivi, liberalizzare il settore dei servizi, rilanciare gli investimenti del settore privato in ricerca e sviluppo e perfezionare il meccanismo della spesa volta a rafforzare la crescita cofinanziata politiche di coesione.

Il documento passa poi all‘esame dei progressi sul fronte del patto ‘euro plus’.

In questo caso Roma ottiene la promozione a pieni voti per aver inserito in costituzione il vincolo del pareggio di bilancio e due giudizi di “parzialmente implementato” su mercato del lavoro e politica strutturale.

Meno brillante la performance ampliando l‘orizzonte agli obiettivi dell‘agenda di Lisbona al 2020.

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