14 maggio 2012 / 10:14 / 6 anni fa

Monti giovedì da Equitalia per solidarietà contro intimidazioni

* Valanga di proteste e intimidazioni contro Equitalia

* Lotta evasione centrale per risanamento bilancio

* Istat stima sommerso fino a 275 mld

* Aggio 9% tra principali critiche a Equitalia

di Giuseppe Fonte

ROMA, 14 maggio (Reuters) - Il presidente del Consiglio Mario Monti incontrerà giovedì i dirigenti di Equitalia per manifestare la sua solidarietà contro le numerose intimidazioni ai danni dei dirigenti della società che riscuote tasse e contributi per Stato centrale, enti locali e organismi pubblici convenzionati.

Sabato un gruppo di persone ha lanciato bombe carta negli uffici livornesi della società. Alcuni giorni fa una busta con polvere pirica senza innesco è stata recapitata alla direzione generale di Equitalia a Roma.

E non si tratta neppure dei casi più eclatanti. Il 9 dicembre un plico imbottito è esploso tra le mani del direttore generale di Equitalia, Marco Cuccagna. Ha rivendicato l‘attentato la Fai, la Federazione anarchica informale responsabile anche dell‘agguato a Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare (gruppo Finmeccanica), rimasto ferito alle gambe.

Controllata al 51% dall‘Agenzia delle entrate e al 49% dall‘Inps, Equitalia nasce nel 2006 (ma allora si chiamava Riscossione spa) per centralizzare il processo di riscossione e rendere più efficace la lotta all‘evasione fiscale, dalla quale il presidente del Consiglio, Mario Monti, si aspetta un “ulteriore contributo al consolidamento” del bilancio pubblico dopo la manovra correttiva da 21,4 miliardi varata nel mese di dicembre.

Forte dei suoi 8.000 funzionari, Equitalia agisce su tutto il territorio nazionale attraverso tre agenti della riscossione: Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud. Rispetto a quando l‘attività di riscossione era frazionata tra decine di concessionari privati (principalmente banche), i miglioramenti sono evidenti e si vedono di anno in anno: solo nel 2011 l‘amministrazione fiscale ha recuperato 12,7 miliardi di gettito evaso, il 15,5% in più rispetto ai circa 11 miliardi del 2010. E per il 2012 il governo si aspetta anche di più.

Eppure, da modello di efficienza della pubblica amministrazione, Equitalia è finita nel mirino di chi vi vede il simbolo di uno Stato vessatore. Da qui le accuse di responsabilità per i suicidi di piccoli imprenditori con difficoltà economiche, accuse che venerdì Equitalia ha definito inaccettabili, paventando anche il rischio di “vere e proprie guerriglie”.

Avvisi di intimazione, fermi amministrativi di automobili, sequestro di beni strumentali e iscrizione di ipoteche sulla casa: non c‘è dubbio che Equitalia abbia acquisito nel corso degli anni strumenti sempre più efficaci per riscuotere le somme iscritte a ruolo.

Con la crisi dei debiti sovrani europei, il ministero dell‘Economia deve limitare le emissioni di Bot e Btp e punta sulla lotta all‘evasione fiscale per compensare le minori entrate fiscali dovute alla recessione. Un obiettivo strategico vista la dimensione dell‘economia sommersa italiana, che secondo le più recenti stime dell‘Istat, potrebbe avere un valore compreso tra 255 e 275 miliardi, quasi il 20% del Pil.

L‘AGGIO DEL 9% E IL NODO DEI CREDITI COMMERCIALI

Nessuno si permette di sconfessare pubblicamente la lotta all‘evasione ma, caso mai, gli strumenti con cui questa viene portata avanti. Bruno Berardi, esponente di Fiamma tricolore Destra sociale, ha avviato una raccolta di firme per chiedere al Parlamento di bloccare quelli che definisce i “metodi brutali” di Equitalia.

Diversi sindaci della Lega Nord hanno annunciato di voler disdire i contratti con Equitalia. Un‘iniziativa dal sapore elettoralistico (il 6 e il 7 maggio ci sono state le elezioni amministrative) che può al più anticipare i tempi di qualche mese: già ora una legge dello Stato impone ai comuni di gestire in proprio l‘attività di riscossione a partire dal 2013. Anzi, in origine la separazione tra comuni ed Equitalia doveva scattare nel 2012: sono stati gli amministratori locali a chiedere più tempo per organizzarsi.

Altre critiche si concentrano sul compenso (aggio) che Equitalia ottiene dalle somme riscosse. L‘aggio, dicono gli esperti, serve, oltre che per remunerare la produttività del personale, ad ammortizzare i costi sostenuti per le strutture dei vecchi riscossori privati. La remunerazione ammonta al 9% del totale e grava sul debitore in tutto o in parte, a seconda di quando avviene il versamento. Se il contribuente paga entro 60 giorni dalla notifica versa il 4,59% (51%) delle somme iscritte a ruolo, mentre il restante 4,41% (49%) è a carico dell‘ente pubblico creditore. Oltre i 60 giorni l‘aggio è integralmente a carico del contribuente.

La rivolta contro Equitalia ha indotto governo e Parlamento a cambiare regime. Con un emendamento alla manovra di dicembre l‘aggio si avvia a diventare un “rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato”. Sarà un decreto del Tesoro da emanare entro dicembre 2013 a stabilire il compenso per Equitalia, ma garantendo comunque “al contribuente oneri inferiori” rispetto a quelli attuali.

Altre iniziatiche cercano di rendere il processo di riscossione più flessibile per venire incontro ai bisogni di chi ha difficoltà economiche. Così, ad esempio, la soglia per rateizzare i debiti con il fisco è salita dal mese di marzo a 20.000 da 5.000 euro.

Numerose polemiche suscita anche l‘accertamento esecutivo, che dal mese di ottobre 2011 obbliga i contribuenti a versare il 30% della maggiore imposta accertata anche se c‘è un processo pendente presso il giudice tributario.

In questo caso le critiche a Equitalia si sommano alla protesta contro i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Lo Stato, dicono non senza ragione gli imprenditori, quando compra beni e servizi paga con ritardi anche di tre anni ma se si trova nella condizione di creditore vuole i soldi nel più breve tempo possibile.

Il governo non può rinunciare all‘accertamento esecutivo per i benefici che trae dai più ridotti tempi di riscossione ma sta studiando un meccanismo di certificazione che dovrebbe consentire alle imprese di farsi anticipare parte dei crediti dalle banche. Novità della scorsa settimana, il processo di certificazione farà da base alla compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo delle imprese, facoltà prevista dalla manovra correttiva di metà 2010 ma finora rimasta lettera morta.

Monti incontrerà giovedì 17 maggio i dirigenti di Agenzia delle entrate ed Equitalia. Oltre a ribadire il sostegno dell‘esecutivo all‘amministrazione fiscale, il presidente del Consiglio potrebbe annunciare in quell‘occasione il varo dei decreti ministeriali necessari a sbloccare i crediti anche attraverso la compensazione con i ruoli.

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