11 maggio 2012 / 09:34 / 6 anni fa

PUNTO 3-Italia promossa su conti, meglio di Francia e Spagna - Ue

(aggiunge ulteriori dettagli da documento)

MILANO/BRUXELLES, 11 maggio (Reuters) - Il problema del ‘paziente’ Italia è la crescita che langue e la cura non significa ulteriore rigore nei conti pubblici, dal momento che dal punto di vista strutturale gli obiettivi sul disavanzo verranno centrati.

Il giudizio è quello delle stime di primavera a cura della Commissione europea, il documento semestrale illustrato stamane che usa toni ben più negativi nei confronti per esempio di Francia e Spagna.

Se Roma non deve varare manovre aggiuntive, spiega alla stampa il responsabile agli Affari economici e monetari, Bruxelles attende invece di sapere da Parigi “quali misure verranno introdotte per il 2013” e ritiene Madrid debba adottare nuovi provvedimenti correttivi sia quest‘anno sia il prossimo.

Almeno per quanto riguarda il risanamento dei conti pubblici, dunque, Italia promossa ma bocciate Francia e Spagna, per non parlare dei casi limite di Grecia, Irlanda e Portogallo destinatarie degli aiuti comunitari.

La parola ai numeri.

Per il rapporto deficit/Pil di quest‘anno e il prossimo l‘indicazione Ue è di 2,0% e 1,1% nel caso dell‘Italia, 4,5% e 4,2% per la Francia e addirittura 6,4% e 6,3% per la Spagna.

Di più: nemmeno la locomotiva Germania, prima della classe nella zona euro, riuscirà a ricondurre il disavanzo 2013 entro il parametro Ue di ‘close to balance’, limitando il rientro del deficit a 0,7% del Pil dopo lo 0,9% di quest‘anno.

Guardando al 2013, quindi, tra le principali economie europee meglio di Roma farà soltanto Berlino, potenziale motivo di orgoglio per chi come Mario Monti si vanta della propria fama de “il più tedesco degli economisti italiani”.

“Sebbene la previsione di 1,1% del deficit non sia in linea con il target italiano di 0,5% nel 2013, in termini strutturali prevediamo che l‘Italia raggiunga il pareggio di bilancio nel 2013” spiega alla stampa Olli Rehn.

“L‘Italia raggiungerà i suoi obiettivi a medio termine quest‘anno, quindi è in linea con gli obblighi del patto di stabilità e crescita. L‘Italia è sulla giusta strada per raggiungere gli obiettivi strutturali per il 2012-2013, quindi non sono necessarie nuove misure di consolidamento dei conti” aggiunge.

La stima Ue sul deficit strutturale, aggiustato alle componenti cicliche, è infatti di 0,7% su quest‘anno e 0,1% sul 2013.

BENE RIGORE MA ECONOMIA NON RIPARTE

In un‘ininterrotta correzione al ribasso, Bruxelles ha portato la proiezione sul prodotto interno lordo italiano a -1,4% per il 2012 e +0,4% per l‘anno prossimo.

Nel caso di quest‘anno si tratta di una limatura di un solo decimo rispetto alle ‘interim forecast’ di fine febbraio, mentre per il confronto sul 2013 occorre risalire al +0,7% delle stime d‘autunno pubblicate lo scorso 10 novembre, poco prima della fase più acuta della crisi del debito sovrano.

I numeri Ue non distano peraltro molto dalle proiezioni ufficiali del Def, che ipotizza per il Pil una contrazione di 1,2% quest‘anno e una ripresa di 0,5% il prossimo.

Dopo il -0,7% del quarto trimestre 2011, a propria volta preceduto dal -0,2% del periodo luglio/settembre, la Commissione prevede per il Pil italiano una nuova caduta di 0,7% nel primo trimestre 2012 e di 0,4% nei tre mesi al 30 giugno prossimo.

“L‘attività economica ha inaugurato il 2012 con un impulso negativo pari a 0,5% e continuerà a contrarsi nella prima metà dell‘anno” si legge nelle poche pagine del documento specificatamente dedicate all‘Italia.

“Basandosi sull‘assunto che la situazione del mercato finanziario non peggiori ulteriormente e che il rendimento del decennale Btp resti di poco inferiore a 6%, l‘economia dovrebbe stabilizzarsi nel terzo trimestre 2012 per cominciare a riprendersi a ritmo molto moderato soltanto nel quarto trimestre”.

Punto particolarmente dolente per la congiuntura italiana, sottolinea la Commissione come fanno la maggioranza degli osservatori nazionali ed esteri, la caduta dei consumi interni in atto ormai dal secondo trimestre dell‘anno scorso.

Mentre le imprese dovrebbero riprendere il programma degli investimenti già nella seconda parte del 2012, la domanda interna si manterrà sulla china discendente per l‘intero anno portando a un marcato calo delle importazioni.

Leggermente migliori le prospettive per il canale ‘export netto’, il cui contributo dovrebbe restare positivo nel biennio coperto dalle previsioni a causa del crollo delle importazioni.

“Nel 2012-2013 si vedrà comunque una moderata perdita di quote di mercato dopo il temporaneo miglioramento del 2010-2011” scrive Bruxelles.

La proeizione sul Pil italiano diventa più eloquente se paragonata a quella per l‘intera zona euro, confermata a -0,3% sul 2012 e pari a +1,0% sul 2013 la stima è di +1,0%.

Sullo sfondo di un‘attività economica che non accenna a ripartire, la Commissione rileva preoccupata che il tasso di disoccupazione è tornato a salire dalla seconda metà del 2011 e prevede un‘ascesa da 8,4% dell‘anno scorso a 9,5% quest‘anno e 9,7% in prossimo.

“La dinamica salariale resterà nel settore privato inferiore all‘inflazione e quella del pubblico rimane congelata” scrive la Commissione.

Ultimissimo riferimento ai numeri italiani, con l‘idea di un picco per il debito pubblico a 123,5% del Pil quest‘anno ”anche a causa dei costi della contribuizione al ‘firewall’ della zona euro, seguito da una discesa a 121,8% nel 2013.

Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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