9 maggio 2012 / 15:28 / tra 6 anni

PUNTO 1-Bce giochi ruolo più attivo in stabilizzazione mercato-Saccomanni

(Aggiunge dichiarazioni Bundesbank, contesto)

di Giselda Vagnoni e Paul Carrel

FIRENZE/FRANCOFORTE, 9 maggio (Reuters) - la Banca centrale europea dovrebbe svolgere un ruolo più attivo nella crisi che attanaglia la zona euro.

Lo ha detto oggi il direttore generale della Banca d‘Italia, Fabrizio Saccomanni, nel suo intervento alla conferenza sull‘Europa in corso a Firenze, in apparente contrasto con la posizione della Bundesbank tedesca.

Riferendosi alle misure non convenzionali di politica monetaria intraprese da Francoforte, oggi guidata dall‘ex governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi, Saccomanni ha osservato che “alcune di queste decisioni sono state un po’ contrastate mentre, invece, alla fine credo fossero necessarie”.

I commenti del vice di Ignazio Visco assumono un significato particolare in un momento in cui i rendimenti dei titoli di stato spagnoli sono saliti oltre la soglia psicologica del 6% e cresce il timore degli investitori sulla tenuta del sistema bancario spagnolo e sulla situazione politica in Grecia.

“Penso che la Bce dovrebbe svolgere un ruolo più attivo, le dovrebbe essere consentito di svolgere un ruolo più attivo nella stabilizzazione del mercato”, ha detto Saccomanni parlando nel salone dei Cinquecento a palazzo Vecchio.

“Pur restando all‘interno delle regole del Trattato, la Bce può fare qualcosa e lo ha fatto. Credo che il suo potere di segnalazione potrebbe aumentare se le venisse formalmente riconosciuto che può perseguire sia la stabilità monetaria sia la stabilità finanziaria”.

Sebbene Saccomanni non sia il governatore di una banca centrale, le sue parole rompono con il tradizionale atteggiamento dei banchieri centrali di non esercitare pressioni sulla Bce per fare di più contro la crisi.

La Bce fronteggia le richieste della Francia, il cui neo-eletto presidente Francois Hollande chiede alla banca centrale di concedere prestiti agli stati della zona euro in difficoltà attraverso il fondo salva-stati.

A guidare la resistenza del Consiglio della Bce contro tali pressioni è la Bundesbank che anche oggi ha emesso un comunicato in netto contrasto con quanto sostenuto da Saccomanni.

“I motivi reali della crisi del debito sovrano non possono essere risolti dalla politica monetaria”, si legge nella nota preparata per una audizione al parlamento tedesco sulla crisi.

OCCHI SULLE STRATEGIE DI USCITA

La Bundesbank sottolinea l‘importanza di separare la politica fiscale da quella monetaria per preservare l‘indipendenza dell‘Eurosistema delle banche centrali della zona euro e la fiducia nell‘euro.

“A questo fine, i rischi di bilancio dell‘Eurosistema devono essere tenuti entro certi limiti e deve essere presa in considerazione l‘uscita dalle misure non convenzionali di politica monetaria”, aggiunge la Bundesbank.

Il comunicato rilancia la posizione della banca centrale tedesca secondo la quale la Bce dovrebbe prepararsi ad abbandonare gli strumenti straordinari adottati per combattere la crisi piuttosto che avventurarsi in nuovi.

Queste misure ‘non-standard’ includono il programma di acquisto di bond, programma che è rimasto inattivo negli ultimi due mesi e che ha portato lo scorso anno alle dimissioni dell‘ex capo della Bundesbank e di un altro alto esponente tedesco della Bce.

La Bundesbank dice che è compito dell‘Eurosistema assicurare liquidità alle banche solventi e aggiunge: “Non è suo compito far fronte all‘insolvenza di Stati o banche”.

Tutto questo mentre i mercati si interrogano sulla solvibilità della Grecia nel caso in cui il nuovo governo bocci il piano di salvataggio da 130 miliardi di euro concordato con Ue e Fondo monetario internazionale.

Intervenendo allo stesso convegno sull‘Europa a Firenze, il commissario europeo per gli Affari monetari Olli Rehn ha detto che il trattato europeo con cui è stata istituita la Bce consente già alla banca centrale di perseguire, oltre all‘obiettivo primario della stabilità dei prezzi, anche altri obiettivi più ampi.

“Non vedo alcuna contraddizione”, ha detto Rehn.

In Germania, l‘amministratore delegato della maggiore compagnia di assicurazioni europea, Allianz, ha chiesto alla Bce di restringere la sua politica monetaria.

“C‘è il rischio che un periodo prolungato di politica monetaria espansiva crei la prossima bolla, e ponga le basi per la prossima crisi”, ha detto Michael Diekmann.

“Prima possiamo tornare a una politica monetaria normale e meglio è”.

- ha collaborato James Mackenzie da Firenze

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