14 marzo 2012 / 10:34 / tra 6 anni

PUNTO 6-Banche, partiti chiedono a governo decreto su commissioni

* Frizioni con Pdl su contenuti nuovo decreto

* Domani Monti interverrà a Camera su liberalizzazioni

* Partiti in pressing su banche per aumentare credito (Aggiunge conferenza stampa Abi, fonte Pdl che corregge posizione partito)

di Giuseppe Fonte e Stefano Bernabei

ROMA, 14 marzo (Reuters) - I partiti di maggioranza chiedono al governo un nuovo decreto legge per riformulare il taglio delle commissioni su crediti e fidi inserito nel provvedimento sulle liberalizzazioni ma sollecitano le banche a fare la loro parte nel sostenere l‘economia.

Si conclude così il giro di consultazioni avviato questa mattina dai vertici dell‘associazione bancaria italiana (Abi) con Pdl, Pd e Terzo polo.

“Abbiamo assicurato al governo la nostra disponibilità verso un decreto legge che entri subito in vigore”, spiega la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, parlando con i cronisti al termine dell‘incontro con il presidente dell‘Abi, Giuseppe Mussari.

“Questa norma è sbagliata e va rimossa”, ha detto il leader dell‘Udc Pierferdinando Casini concordando sulla necessità che sia il governo ad intervenire.

Più sfumata la posizione del Pdl, che vuole utilizzare il nuovo provvedimento per intervenire non solo sulle banche ma anche su altri settori dell‘economia. Cosimo Ventucci, il deputato del Pdl che segue alla Camera come relatore l‘esame del decreto sulle liberalizzazioni, parla di “farmacie e assicurazioni”. In serata una fonte parlamentare del Pdl ha pero detto a Reuters che il suo partito è favorevole a fare un decreto legge “circoscritto e ad hoc” per correggere la norma, smentendo in pratica Ventucci.

FRIZIONI CON PDL SU CONTENUTO NUOVO DECRETO

Finocchiaro ha detto che per il Pd il nuovo decreto “non dovrà affrontare nessun altro nodo”.

“Abbiamo già non piccole difficoltà a correggere questo errore. I gruppi di maggioranza si esprimano in maniera precisa ed impegnativa. Il Terzo polo lo ha già fatto. Mi pare che ci siano incertezze nel Pdl”, ha osservato la senatrice.

Entro giovedì 22 marzo la Camera convertirà in legge il decreto sulle liberalizzazioni nel testo uscito dal Senato, che all‘articolo 27-bis rende nulle tutte le commissioni a favore delle banche “a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido”.

L‘Abi chiede da settimane di rivedere la stretta sulle commissioni sostenendo che avrebbe un “impatto rilevante” sui conti delle banche italiane, sicuramente nell‘ordine di diversi miliardi. Oggi, al termine degli incontri, in una conferenza stampa il vicepresidente dell‘Abi Antonio Patuelli ha accusato la norma di essere anche “senza copertura” e Giuseppe Mussari ha aggiunto di avere trovato oggi dai partiti “grande interesse e grande attenzione”.

Il governo finora ha evitato di affrontare il problema per non assumersi la paternità di un intervento favorevole agli istituti di credito. Una posizione su cui influiscono le ricorrenti accuse che l‘esecutivo di Mario Monti sia troppo morbido con le banche. Il mandato dei tre partiti di maggioranza dovrebbe a questo punto sbloccare la situazione. Se ne avrà la certezza domani, quando il presidente del Consiglio Mario Monti parteciperà alla seduta congiunta delle commissioni Finanze e Attività produttive, dove si svolge l‘esame del decreto sulle liberalizzazioni. In serata il capo del governo vedrà anche i leader dei partiti.

A meno di sorprese, il governo dovrebbe riformulare l‘articolo 27-bis limitando la nullità delle commissioni alle sole banche che non si adegueranno ai nuovi criteri sulla trasparenza del Cicr, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.

UNICREDIT: CLIMA DI OSTILITA’ NEI CONFRONTI DELLE BANCHE

“In Italia c‘è un clima di diffidenza e forse anche di ostilità verso le banche”, ha detto oggi l‘amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni a margine di un convegno a Roma.

“Dal governo non ci aspettiamo favori particolari, siamo disposti a fare i nostri sacrifici, chiediamo solo un contesto legale amministrativo dove si possa fare impresa”.

Sul tema specifico del decreto liberalizzazioni e del taglio commissioni ha poi aggiunto: “Non entro nel merito, ma certamente non possiamo lavorare in un clima di prezzi amministrati o imposti. Sono favorevole a un clima di maggiore competitività unico modo per abbassare i prezzi”.

Poi rivolgendosi alla platea del convegno dove è seduto anche il ministro dello Sviluppo economico ed ex amministratore delegato di Intesa SanPaolo Corrado Passera, ha detto: “Non c‘è un clima sempre positivo nei nostri confronti, ma dalla presenza numerosa oggi vedo che c‘è disponibilità al dialogo”.

Secondo Ghizzoni “se raggiungiamo chiarezza sul contesto legislativo sicuramente si potranno raggiungere risultati importanti”.

L‘Ad di Unicredit è intervenuto anche sul tema del credit crunch e delle accuse che al sistema bancario giungono sia da parte politica, sia da parte imprenditoriale: “La polemica degli imprenditori sul credito oggi è una polemica corretta; c‘è stato un problema di credito nell‘ultimo trimestre dell‘anno. Oggi credo che ci sia necessità di meno dipendenza dalle banche da parte delle imprese. In Germania le aziende sono più patrimonializzate e hanno dimensioni maggiori e questo le favorisce”.

PRESSING PARTITI AFFINCHE’ BANCHE AUMENTINO CREDITO

Pdl, Pd e Terzo polo sono unanimi nel chiedere all‘Abi un ruolo più attivo in chiave anticiclica.

“Le banche devono fare di più nell‘erogazione del credito a famiglie e imprese e devono limitare i compensi dei manager. Chiediamo uno sforzo supplementare per superare la crisi”, dice Casini.

Il Pd chiede all‘Abi di collaborare con il governo alla ricerca di soluzioni per rimborsare almeno in parte i “60-65 miliardi” di crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato.

“La cifra potrebbe essere ridotta ai crediti più sicuri, quelli dello Stato Centrale. Si tratterebbe di oltre 17 miliardi, una forte iniezione di liquidità nel sistema imprenditoriale”, dice la leader dei senatori Pd.

Il Pdl, per bocca del segretario Angelino Alfano, formula cinque richieste al sistema bancario italiano: i soldi ricevuti a basso tasso dalla Bce con i pronti contro termine triennali devono essere dedicati a favorire il credito a famiglie e imprese; va garantita l‘irrevocabilità delle erogazioni già affidate tranne nei casi di fallimento; bisogna consentire il posticipo delle rate dei mutui non pagate negli ultimi mesi e ridefinire il piano di ammortamento dei mutui in base alle capacità finanziarie di famiglie e imprese; le banche devono accettare una qualche forma di controllo sulle loro attività creditizie, anche da parte della Banca d‘Italia; va garantito il mantenimento degli attuali livelli occupazionali nel settore bancario.

In cambio, oltre alla disponibilità sulle commissioni bancarie, il Pdl garantisce l‘impegno a difendere l‘italianità delle banche e annuncia la richiesta a Monti di avviare una battaglia in Europa per riconsiderare “i parametri patrimoniali europei che oggi penalizzano le banche italiane”, riferendosi alle richieste dell‘Eba e ai vincoli di Basilea III.

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