1 marzo 2012 / 16:34 / 6 anni fa

PUNTO 1-Lavoro, Fornero a caccia di 2 mld, disoccupazione da record

* Uilm: destinare ad ammortizzatori ricavi lotta evasione

* Tasso di disoccupazione gennaio a 9,2%, max da 2004

* Cgil: senza cig straordinaria e in deroga 3 mln senza lavoro (Aggiunge dati disoccupazione, commenti, riferimento a scheda)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 1 marzo (Reuters) - Elsa Fornero vorrebbe finanziare i nuovi ammortizzatori sociali con 2 miliardi, mentre Istat diffonde oggi dati record sulla disoccupazione italiana, al 9,2%, rendendo sempre più urgente il via libera alla riforma del mercato del lavoro e l‘adozione di misure per la crescita.

Le risorse per gli ammortizzatori, che il ministro del Welfare sarebbe riuscita a strappare al premier Mario Monti e al viceministro dell‘Economia Vittorio Grilli, saranno contenute nella delega fiscale che il governo esaminerà al Consiglio dei ministri del 9 marzo, riferisce una fonte governativa. E in attesa del via libera, Fornero ha deciso di rimandare il prossimo round di incontri con le parti sociali, previsto per oggi.

I sindacati, compresa la Cgil, accolgono con favore il rinvio del confronto, se finalizzato al reperimento delle risorse.

Né i sindacati, né il governo prevedono uno slittamento nei tempi di presentazione della riforma indicati per fine marzo.

“La riforma sarà varata entro marzo”, ha detto la fonte governativa.

IN 2010 SPESI 20 MLD PER AMMORTIZZATORI, 2 MLD BASTERANNO?

“Il clima nell‘ultimo incontro non era buono, e ancora non abbiamo nemmeno parlato di articolo 18, che è il tema più spinoso. Il governo ha capito che il problema sono le risorse, se ci sono l‘accordo si fa anche in una settimana”, riferisce una fonte sindacale.

Il ministro ha capito che né sindacati, (anche quelli più dialoganti) né imprese, avrebbero accettato una riforma degli ammortizzatori sociali interamente finanziata con i contributi di aziende e lavoratori, a costo zero per lo Stato.

Per questo ieri, rientrando in anticipo da New York, si è presentata a Palazzo Chigi chiedendo un plafond per i nuovi ammortizzatori, che dovrebbero partire dal 2017, e che nel suo progetto poggeranno su due pilastri: cassa integrazione ordinaria (con la eliminazione di quella straordinaria e in deroga) e indennità di disoccupazione per tutti i lavoratori.

Bisogna adesso capire da dove saranno reperite le risorse, ed esattamente a cosa serviranno.

Nel 2010 attraverso l‘Inps sono stati erogati quasi 20 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, in tutte le sue modalità, sussidio di disoccupazione, mobilità), di cui 11,3 miliardi a carico della collettività.

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Per SCHEDA su ammortizzatori: ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Secondo stime Uil, nel 2011, circa 1,5 miliardi sono serviti per la cassa in deroga, cioè quella copertura introdotta dal 2010 per i lavoratori che non hanno diritto né alla cig ordinaria, nè a quella straordinaria.

Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, propone di “attingere dai soldi recuperati dall‘evasione fiscale passati dai 10 miliardi di euro del 2010 ai 12 del 2011”.

Anche considerando che la crisi non durerà per sempre e che nei prossimi anni gli stanziamenti per proteggere i lavoratori in difficoltà potranno diminuire resta il dubbio che 2 miliardi siano una cifra adeguata.

DISOCCUPAZIONE GIOVANI AL 31%; CGIL: -700.000 POSTI LAVORO Secondo l‘Istat nel mese di gennaio il tasso di disoccupazione italiano è salito al 9,2% (dall‘8,9% di dicembre), il livello più alto almeno dall‘inizio delle serie storiche mensili nel 2004. Il tasso di disoccupazione giovanile sale al 31,1%.

Dati allarmanti secondo la Cisl che sollecita una “positiva chiusura della trattativa sul mercato del lavoro”, mentre l‘ex ministro del Lavoro del Pd, Cesare Damiano, parla di dati “gravi, sono necessari interventi per la crescita”.

La Cgil sottolinea che “dall‘inizio della crisi abbiamo già perso 700.000 posti di lavoro e il numero continua ad aumentare in modo impressionante” e sottolinea che questi dati, “già di per sé così gravi, sarebbero drammatici se non ci fosse stata la cassa integrazione, e in particolare quella straordinaria e in deroga: senza questi strumenti i disoccupati oggi sarebbero attorno a 3 milioni”.

Cassa straordinaria e in deroga, proprio quelle che Fornero vorrebbe eliminare.

--Hanno collaborato Paolo Biondi e Alberto Sisto

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