29 febbraio 2012 / 16:13 / tra 6 anni

PUNTO 1-Bce inietta 530 mld fondi a 3 anni, richieste da 800 banche

(Riscrive aggiungendo commenti e contesto)

FRANCOFORTE/MILANO, 29 febbraio (Reuters) - La Banca centrale europea ha assegnato stamane 529,531 miliardi di euro di fondi alle banche nella seconda operazione straordinaria di finanziamento a tre anni che dovrebbe sostenere le attese di un ulteriore abbassamento del costo di finanziamento per i paesi dell‘area euro maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria.

Con i 489 miliardi del primo p/t triennale dello scorso 21 dicembre, in due mesi Francoforte ha iniettato nel sistema finanziario europeo complessivamente più di mille miliardi di euro di liquidità, con l‘obiettivo dichiarato di evitare lo spettro di un nuovo credit crunch.

“L‘operazione aumenta in modo significativo l‘eccesso di liquidità del sistema e si rivelerà molto positiva per il ‘risk trade’. Ne dovrebbero beneficiare i governativi italiani e spagnoli così come i mercati azionari”, ha commentato lo strategist di Unicredit Luca Cazzulani.

L‘operazione odierna, a rubinetto e al tasso risultante dalla media delle operazioni principali (ora all‘1%) che verranno effettuate nel corso della vita del finanziamento, ha registrato richieste da parte di 800 banche, contro le 523 che si erano rivolte alla Bce in occasione del p/t di dicembre.

Le banche italiane, a quanto rierisce un‘autorevole fonte bancaria, hanno partecipato al p/t odierno per un ammontare simile ai 116 miliardi della analoga operazione di dicembre .

PIU’ LIQUIDITA’ PER SOSTENGO MERCATO ED ECONOMIA REALE

Oltre a essere superiore all‘importo del primo finanziamento triennale, il risultato odierno ha superato, sebbene di poco, anche le attese della vigilia: l‘ultimo sondaggio Reuters indicava una previsione di rischieste per 500 miliardi di euro.

“La reazione del mercato sarà probabilmente positiva, l‘elevato livello delle richieste dà ragione a chi ritiene che ne trarranno sostegno le prossime emissioni sovrane”, spiega Nick Matthews di Rbs.

“Con 529 miliardi non ci sono tante discussioni da fare”, aggiunge lo strategist di Credit Agricole Cib Peter Chatwell. “È indubbiamente positivo per gli asset rischiosi, e inoltre darà una mano anche ai mercati core, visto che inizialmente le banche avranno bisogno di un posto dove piazzare la liquidità in eccesso”.

L‘incremento di liquidità netto nel sistema a seguito dell‘operazione odierna è comunque limitato a circa 360 milioni di euro. Nelle altre operazioni di liquidità condotte dalla Bce in settimana - a sette giorni e a tre mesi - si è infatti registrato un calo complessivo della domanda di fondi per circa 169 miliardi, rispetto a quelli a scadenza: fondi dunque già presenti nel sistema, che le banche hanno di fatto trasferito dalle scadenze più brevi a quella lunga .

Al di là del sostengo che il nuovo finanziamento triennale potrebbe continuare a fornire al mercato obbligazionario europeo, la speranza di molti è che l‘enorme liquidità a disposizione delle banche ricominci a fluire all‘economia reale, sotto forma di un rafforzamento del credito verso imprese e famiglie, come auspicato dal presidente della Bce Mario Draghi, durante il G20 di Città del Messico dello socrso fine-settimana.

“Un risultato il linea alle nostre aspettative: potrebbe non portare a un boom ma non certo a un appesantimento dei mercati azionari. Le misure Bce restano molto espansive ai fini di un proseguimento del recupero della fiducia che dovrebbe prima o poi portare a un‘accelerazione della crescita economica” conferma Christian Schulz di Berenberg Bank.

Gran parte dei 489 miliardi del finanziamento a lungo termine di dicembre è stata utilizzata dal settore bancario per coprire scadenze sul fronte del debito e molti dei fondi in eccesso sono stati in questi due mesi parcheggiati presso la Bce, sotto forma di depositi overnight che hanno recentemente superato al soglia dei 500 miliardi.

Nonostante la diverse sfumature nelle recenti dichiarazioni degli esponenti della Bce, quello che finora è emerso è che quello odierno dovrebbe essere l‘ultimo finanziamento triennale condotto da una Bce preoccupata per un‘eccessiva dipendenza delle banche dai fondi di Francoforte e che vuole ora ritrasferire sulla politica europea il compito di intervenire per il superamento della crisi finanziaria.

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