14 febbraio 2012 / 17:58 / 6 anni fa

PUNTO 1-Mps, Fondazione autorizza cessione fino a 15% propria quota banca- nota

* Fondazione punta a mantenere oltre 33% Mps per avere potere veto

* Tempi cessione dipendono anche da accordi con creditori

* Fondazione ha contatti avviati con fondi private equity dice fonte (Aggiunge background)

di Stefano Bernabei

ROMA, 14 febbraio (Reuters) - La Fondazione Mps ha deciso di rinunciare al controllo assoluto della banca Mps, che oggi controlla con il 45,8% del capitale ordinario e il quasi 49% contando anche le privilegiate, per poter ristrutturare il suo debito da 1,1 miliardi di euro.

Oggi la deputazione amministratrice dell‘ente guidato da Gabriello Mancini ha deciso che la Fondazione potrà cedere fino al 15% della sua quota a “controparti strategiche” e che i tempi dovranno essere opportuni per “ottimizzare la valenza economica e strategica”.

Una fonte della Fondazione ha spiegato che il 15% è da considerarsi “un tetto massimo e non è detto che per forza venga raggiunto, potrebbe attestarsi anche sul 10%”.

Inoltre, spiega la fonte, l‘indicazione della cessione massima del 15% serve a mantenere la quota “comunque sopra quota 33,5% che in assemblea straordinaria permette di mantenere il diritto di veto”.

Nella nota diffusa al termine della riunione si spiega che “la Deputazione amministratrice della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, nella seduta del 14 febbraio 2012, ha autorizzato la presentazione di un piano di ribilanciamento della posizione finanziaria dell‘Ente da proporre alle banche creditrici come previsto dagli accordi di standstill siglati nel mese di dicembre 2011”, si legge nella nota.

La Fondazione ha un debito da 524 milioni di euro con 11 banche capeggiate da Jp Morgan e una esposizione da circa 490 milioni su derivati fatti con Crédit Suisse (per 300 milioni) e Mediobanca (190 milioni). Questi debiti sono garantiti da pegno su azioni Mps che la Fondazione ha e la clausola di escussione del pegno, scattata quando il titolo è sceso sotto 0,3 euro nei mesi scorsi, rischia di far perdere alla Fondazione il controllo sulla banca senese.

Domani la Fondazione dovrà presentare i dettagli di questo piano alle banche creditrici che nel frattempo avevano concesso una sospensione dei termini del credito fino al 15 marzo. Fondazione sta anche trattando con tre banche italiane creditrici, Mediobanca, Unicredit e Intesa Sp per avere un prestito ponte da 900 milioni per circa 18 mesi con cui saldare i vecchi creditori e avere più tempo per cedere questa quota del 15% della banca. I tempi della cessione sono quindi anche legati a questo ulteriore accordo.

“Nell‘ambito di tale piano è stata autorizzata la cessione, a controparti strategiche, di una quota della partecipazione nella Banca Conferitaria fino ad un massimo del 15% del capitale, subordinatamente all‘autorizzazione del ministero dell‘Economia e delle Finanze, quale autorità di vigilanza”, spiega la Fondazione.

Tra le controparti strategiche individuate, secondo una fonte vicina al dossier, ci sono il fondo Equinox di Salvatore Mancuso e il fondo Clessidra di Claudio Sposito, dai quali non è stato possibile avere commenti.

“So che stanno trattando”, ha detto la fonte a proposito dei contatti con i due private equity.

L‘operazione di cessione verrà impostata ed eseguita, chiarisce la Fondazione nella sua nota, “nei tempi tecnici opportuni per ottimizzarne la valenza economica e strategica”.

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