9 febbraio 2012 / 16:28 / tra 6 anni

SINTESI -Bce conferma tassi, disponibile a soluzione su Grecia

* Draghi conferma accordo Atene, non parla di ruolo Bce

* Costo denaro zona euro stabile a minimo 1%, non si è parlato di tagli

* Timidi segnali stabilizzazione economia

FRANCOFORTE, 9 febbraio (Reuters) - Si è conclusa con la prevista conferma del costo del denaro sugli attuali minimi per i paesi della zona euro la quarta riunione del consiglio Bce capitanata da Mario Draghi.

In linea alle aspettative di analisti e mercati finanziari, il banchiere centrale ha confermato la diagnosi di gennaio sui “timidi segnali di stabilizzazione”, con rischi che rimangono al ribasso - ma non più “significativi” - per la crescita e sostanzialmente bilanciati per l‘inflazione.

Osservazioni simili a quelle di gennaio anche sugli effetti benefici dell‘operazione di finanziamento a tre anni, che ha di fatto impedito il ‘credit crunch’, e sulla prospettiva di una massiccia adesione alla seconda asta in agenda per fine mese.

Diplomatico e misurato nei toni ma aperto nei fatti appare invece il banchiere centrale europeo sulla Grecia tema più delicato e maggiormente a cuore degli investitori subito dopo l‘annuncio da Atene del via libera della coalizione di Lucas Papademos alle nuove misure di austerity chieste dai creditori internazionali.

Il presidente Bce informa la stampa di aver sentito il premier ellenico, che ha confermato di aver ottenuto l‘appoggio politico ai provvedimenti correttivi condizione degli aiuti Ue e Fmi.

“Pochi minuti fa mi ha chiamato il primo ministro greco per dirmi che è stato raggiunto un accordo con il via libera dei partiti principali. Mi dispiace non poter dire di più su come verranno trattate le nostre partecipazioni in titoli di Stato” annuncia.

Il riferimento è alla riunione dell‘Eurogruppo questa sera a Bruxelles, cui non partecipano Mario Monti e il collega cipriota - probabilmente neanche l‘austriaca - mentre vi sarà il direttore Fmi Christine Lagarde.

Il dossier greco è infatti a monte dell‘ennesimo incontro tra ministri finanziari della zona euro, dopo il reiterato slittamento dell‘intesa - raggiunta soltanto nel pomeriggio - sul nuovo pacchetto di misure correttive.

Secondo i ‘falchi’ di Olanda e Germania, dalla riunione di questa sera non emergerà però alcun accordo definitivo sul secondo programma di aiuti alla Grecia.

Tra i 23 membri del consiglio Bce sembra non esserci ancora accordo su cosa fare e come gestire le partecipazioni in carta greca.

Si discuterebbe dell‘eventualità che l‘istituto centrale rinunci alla plusvalenza sui titoli di Stato ellenici in una fase in cui ai creditori privati viene chiesto di accettare una svalutazione di circa il 70%.

Atene ha chiesto alla Bce di rinunciare ai profitti sui titoli greci in portafoglio, stimati in 12 miliardi di euro. Francoforte ha infatti acquistato per 38 miliardi carta greca dal valore facciale di 50 miliardi.

La Bce è però tenuta a rispettare il Trattato di Maastricht, che impedisce esplicitamente i finanziamenti agli Stati.

Se finanziare i governi o il fondo salva-Stati costituirebbe una violazione delle regole comunitarie, avverte Draghi, non sarebbe lo stesso nel caso Francoforte decidesse di distribuire ai paesi membri della zona euro gli utili sui bond greci.

“Il fondo Efsf è come i governi, dunque si tratterebbe per la Bce di un finanziamento monetario [vietato dal Trattato]. Se invece si distribuisce parte dei profitti tra paesi membri in base al ‘capital key’ non si tratta di un finanziamento monetario” spiega.

Per ‘capital key’ si intende la ponderazione Bce sulla quota di ciascun paese della zona euro in base a dimensione economica e demografica. I singoli governi potrebbero poi stabilire se girare ad Atene i profitti incassati.

Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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