24 gennaio 2012 / 15:13 / tra 6 anni

Stabilità finanziaria globale sempre più a rischio - Fmi

MILANO, 24 gennaio (Reuters) - Più gravi del previsto, le ricadute della crisi del debito della zona euro rendono sempre maggiori i rischi per la stabilità finanziaria globale.

Lo dice l‘aggiornamento del documento Fmi dal titolo ‘Global Financial Stability Report’, facendo riferimento alla precedente versione del rapporto datata settembre.

“Nonostante le diverse misure di politica economica e bilancio adottate per contenere la crisi del debito della zona euro e le difficoltà delle banche, rispetto all‘ultimo rapporto i rischi sulla stabilità sono aumentati” esordisce il Fondo.

Riconoscendo ai leader europei gli sforzi messi a punto per far fronte alla crisi, l‘organizzazione basata a Washington rileva che per gli emittenti sovrani della zona euro la raccolta resta impegnativa e i rischi sono sbilanciati al ribasso.

“Se le difficoltà nel reperire finanziamenti si risolvono in un processo di ‘deleveraging’ da parte delle banche, si potrebbe innescare per le economie della zona euro una spirale negativa che si autoalimenta” scrive il Fondo.

Alle ripercussioni della crisi europea sono inoltre sensibili sia le economie avanzate, Stati Uniti in testa, sia quelle emergenti.

“Sono necessarie ulteriori misure per ristabilire la fiducia del mercato” giudica il Fondo, passando quindi a proporre la propria ricetta.

“Si tratterà di mettere a punto maggiori protezioni [‘backstop’] per la raccolta degli emittenti sovrani, garantire adeguati finanziamenti e capitale delle banche e mantenere un sufficiente flusso di credito a disposizione dell‘economia, se possibile stabilendo una figura di ‘guardiano’ incaricata di prevenire il disordinato ‘deleveraging’ delle banche”.

Riconoscendo gli effetti positivi del finanziamento Bce a 36 mesi, il Fondo osserva però che i suoi benefici hanno finora avuto scarso impatto sul rendimento dei governativi periferici, il cui calo si limita alla parte breve della curva.

“L‘Efsf (European Financial Stability Facility, il fondo salva-Stati della zona euro) è ora in grado di operare sul mercato secondario ma la sua portata resta limitata”.

“Per ristabilire la fiducia sarebbe altamente auspicabile che dimensioni e flessibilità di Efsf/Esm [meccanismo permanente destinato a sostituire il primo] venissero al più presto aumentate” conclude il Fondo, aggiungendo che finché questo non avverrà resta fondamentale il ruolo della Banca centrale europea.

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129854, Reuters messaging: alessia.pe.thomsonreuters.com@reuters.net)

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