2 dicembre 2011 / 12:07 / tra 6 anni

Pensioni, sistema non regge, adesione fondi solo al 23%- Assoprevidenza

ROMA, 2 dicembre (Reuters) - Incrementare l‘iscrizione ai fondi pensione come chiave di volta per rendere sostenibile, economicamente ma anche socialmente, il sistema previdenziale che così come è non regge.

A riaccendere il faro sulla scarsa propensione dei lavoratori italiani ad aderire alla previdenza complementare sono Assoprevidenza e il Consiglio nazionale degli attuari, mentre il dibattito sulle pensioni imperversa in vista della riforma che il governo di Mario Monti si accinge a varare lunedì.

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha annunciato ieri la estensione del contributivo pro rata per tutti. Prevista poi una accelerazione dell‘aumento dell‘età per la pensione di vecchiaia delle donne del settore privato e il sostanziale superamento delle pensioni di anzianità.

“Attualmente sono 5,3 milioni gli italiani che aderiscono alle forme di previdenza complementare, pari al 23% del potenziale complessivo degli occupati”, ha detto Corbello, ricordando che “sono solo 130.000 gli italiani che percepiscono una pensione integrativa, derivanti principalmente dalle casse preesistenti la riforma”, spiega Sergio Corbello, Presidente di Assoprevidenza - Centro tecnico nazionale di previdenza e assistenza complementari - nel corso della Giornata degli attuari delle pensioni che si è svolta oggi all‘Inps.

Servono quindi nuove iniziative per incrementare la platea degli aderenti come, per esempio, un vincolo di adesione previsto dalla contrattazione collettiva e non lasciato semplicemente alla scelta volontaria del singolo.

“Una strada potrebbe essere quella di trovare forme di partecipazione semi-coattive in cui il soggetto sia vincolato dalla contrattazione collettiva - come ordinariamente avveniva prima del 1993 - a partecipare a un piano complementare e abbia al contempo la possibilità di rinunciarvi, entro un predeterminato termine (dissenso espresso)”, dice Corbello.

“La volontarietà andrebbe gestita in forma collettiva, a cominciare dal vincolo di destinazione del Tfr”.

La previdenza complementare, ha ricordato Corbello, oltre a integrare il trattamento pensionistico di base, consente anche di usufruire di un anticipo sul capitale accumulato, per ragioni personali (fino al 30%), come l‘acquisto della casa o le spese mediche (fino all‘80%). Nel 2010, le anticipazioni hanno interessato 35.000 aderenti, per oltre 250 milioni di euro.

Anche secondo Giampaolo Crenca, presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, la previdenza complementare è da rivedere, prevenendo la possibilità di legare gli attivi a strumenti di mercato meno volatili.

“Gli iscritti alla previdenza complementare sono ancora troppo pochi e il livello di contribuzione è troppo basso. Da rivedere al più presto anche il sistema di gestione di tutti i fondi pensione di nuova generazione basati sul valore di mercato degli attivi, sistema la cui volatilità mal si adatta agli obiettivi previdenziali di medio-lungo periodo dei fondi pensione”, osserva Crenca.

Gli attuari si occupano di determinare, con la più elevata probabilità possibile, l‘andamento futuro di variabili demografiche ed economiche, disegnando quale sarà la prevedibile realtà nel breve, medio e lungo periodo.

In generale, Crenca chiede al governo interventi strutturali sulle pensioni che rendano il sistema sostenibile per le giovani generazioni.

“Oggi ci sono troppe differenze fra aliquote, trattamenti e regole. Senza interventi sul tema dell‘adeguatezza c’è il rischio che le persone che oggi hanno fra 25 e 40 anni, ricevano in futuro una pensione complessiva non sufficiente a garantire un livello di vita dignitoso”.

E sull‘aspettativa di vita Crenca ricorda le stime, comprese quelle Istat, secondo cui nel 2030 potrebbe raggiungere gli 82 anni per gli uomini e gli 87 anni per le donne e nel 2050 rispettivamente 84 e 89 anni. Importante dunque è abbreviare i tempi per l‘abolizione delle pensioni di anzianità, mantenendo solo le pensioni di vecchiaia, da erogarsi prevedendo un‘età minima.

Il precedente governo aveva previsto dal 2013 l‘adeguamento dei requisiti per l‘accesso alla pensione alle aspettative di vita. E’ allo studio la possibilità di anticipare la misura al 2012.

(Francesca Piscioneri)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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