23 novembre 2011 / 16:24 / tra 6 anni

RPT - Ecofin, sul tavolo tema nuovi collaterali per p/t Bce -Attanà

(precisa nome associazione presieduta da Attanà)

MILANO, 23 novembre (Reuters) - Al prossimo vertice dei ministri delle Finanze europei si parlerà dell‘ampliamento della lista delle attività stanziabili in garanzia di finanziamenti della Banca centrale europea con l‘introduzione di nuovi strumenti.

Lo ha detto Giuseppe Attanà, presidente di Assiom Forex, in un incontro con i giornalisti.

Parlando dell‘accresciuta necessità di collaterali per le banche italiane, soprattutto dopo l‘aumento dei margini di garanzia da parte delle LCH-Clearnet e della Cassa di compensazione, Attanà ha detto che proprio in occasione degli incontri europei di fine novembre - Eurogruppo il 28 novembre, Ecofin il 29 - si parlerà di introdurre nuovi strumenti da poter dare a garanzia.

“In occasione degli incontri europei di fine mese si parlerà di introdurre nuovi strumenti da offrire come collaterale ai finanziamenti della Bce” ha detto Attanà ai giornalisti.

All‘inizio di novembre LCH-Clearnet e CC&G hanno alzato i margini sui titoli di stato italiani, facendo quindi lievitare la quantità di collaterali da dare a garanzia per operazioni repo sul mercato.

“Al momento non ci sono problemi di collaterali a disposizione” ha detto Attanà rispondendo alla domanda dei giornalisti. “Ce n’è a sufficienza per far fronte alle necessità di impieghi alla clientela. Il problema potrebbe crearsi nel caso i margini venissero ulteriormente aumentati. E’ per questo che si sta studiando la possibilità di allargare la gamma dei collaterali”.

La Bce periodicamente stila la lista delle attività stanziabili e la pubblica sul suo sito www.ecb.int.

Nei giorni scorsi Bankitalia ha detto che le banche italiani stanno utilizzando circa 106 miliardi di collaterali e ne hanno a disposizione altri 100.

La necessità di raccogliere fondi da parte delle banche, da tempo spostatasi dal mercato interbancario dei depositi, unsecured, a quello dei repo, secured, ha accusato un duro colpo con l‘aumento dei margini imposti delle Cassa di compensazione tra i 3,5 e i 5 punti base a seconda delle scadenze. Per i Btp a 10 anni per esempio le Casse chiedono ora un margine dell‘11,65%.

L‘alternativa è quella di finanziarsi ai p/t della Bce con il vincolo dell‘haircut sui titoli di Stato di alcuni paesi. Al momento l’ haircut (che è misurato sui rating dei paesi e non sulla volalità dei mercati come per i margini della Cassa) per l‘Italia sono ben più bassi rispetto ai margini chiesti dalla Cassa: per il decennale il livello è del 4%.

Ciò si traduce ovviamente in un deciso aumento del ricorso da parte delle banche italiane ai finanaziamento della Bce. La loro percentuale sul totale collocato è ormai vicino al 20% dal 4-5% di inizio anno.

“Ma il ricorso sarà consistente soprattutto per l‘operazioon a 13 mesi in calendario” ha detto Attanà. “Mi aspetto una forte domanda” ha aggiunto senza voler fare previsioni sull‘ammontare.

(Gabriella Bruschi)

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129504, Reuters messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net)

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