12 novembre 2011 / 16:49 / 6 anni fa

PUNTO 2 - Camera vota legge Stabilità, finisce governo Berlusconi

(Accorpa pezzi)

ROMA, 12 novembre (Reuters) - La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la legge di Stabilità, aprendo la strada alle imminenti dimissioni di Silvio Berlusconi e al tentativo di formare un nuovo governo sotto la presidenza di Mario Monti.

I voti a favore sono stati 380, i contrari 26 e gli astenuti 2. Fra le opposizioni, il Pd non ha votato, l‘Idv ha votato contro, l‘Udc e Fli a favore.

Una volta che Berlusconi si sarà recato al Quirinale per rimettere il suo mandato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avvierà le consultazioni con i presidenti delle Camere e le diverse forze politiche per arrivare a una soluzione della crisi di governo.

La legge di Stabilità, l‘ultimo atto del quarto governo Berlusconi, recepisce la manovra estiva da oltre 50 miliardi necessaria a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e contiene le prime misure promesse dall‘Italia all‘Europa per rilanciare la crescita economica e ripristinare la fiducia dei mercati sul debito pubblico italiano.

Dopo il voto alla Camera, Tremonti ha rilasciato ai cronisti una breve dichiarazione in cui, indirettamente, risponde alle perplessità sollevate dall‘Unione europea sulla capacità della manovra di risanare i conti pubblici.

“Il governo ha fatto e il Parlamento ha votato il pareggio di bilancio. La parità tra entrate e uscite. Non è una cosa facile: l‘ultima volta è stata 120 anni fa. È una cosa molto buona per l‘Italia”, ha detto il ministro.

La Commissione europea ritiene infatti che la debole congiuntura economica vanificherà in parte gli effetti della manovra e il deficit resterà nel 2013 poco sopra l‘1% del Pil.

Tremonti si è congedato dai cronisti con una allusione ai numerosi attacchi ricevuti negli ultimi anni dai colleghi di partito per la sua politica di rigore finanziario.

“In questi giorni ho avuto molte manifestazioni di interesse per il mio raffreddore, per la mia salute, per la mia attività futura. Mi è già successo una volta. Ho già detto che soffro di amnesie. Ho avuto una ricaduta. Arrivederci”, ha detto il ministro.

Nel 2005, durante il secondo governo Berlusconi, Tremonti dovette dimettersi perché osteggiato da numerosi esponenti di maggioranza. E già allora, dopo le dimissioni, evitò di commentare gli attacchi ricevuti parlando di amnesie.

(Giuseppe Fonte)

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224393, Reuters Messaging: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net)

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