2 novembre 2011 / 16:50 / tra 6 anni

SINTESI-Edison,incognita Consob,intesa a rischio con Opa a premio

* Bifulco: “Con prezzo Opa diverso, serve nuovo negoziato”

* Anche CdS A2A approva linee negoziali dell‘operazione

* Lega soddisfatta, Tarantini: “Asso politica non c’è stato”

di Giancarlo Navach

MILANO , 2 novembre (Reuters) - Sulla strada del riassetto di Edison piomba l‘incognita Consob: se l‘Ente di vigilanza dei mercati dovesse obbligare Edf al lancio di un‘Opa sulle minoranze a seguito della ristrutturazione del capitale di Foro Buonaparte, non sulla base della media dell‘andamento del titolo negli ultimi dodici mesi (0,85 euro), come chiesto dai francesi, ma con un premio, si andrebbe verso una rinegoziazione della proposta siglata la scorsa settimana fra i soci italiani riuniti in Delmi ed Edf.

In altri termini, tutto gli sforzi fatti fino a questo momento per trovare un‘intesa andrebbero in fumo.

“L‘intesa è stata raggiunta considerando quelli che sono i termini di legge”, dice una fonte vicina al dossier. E la normativa vigente, in presenza di un cambio di controllo - in questo caso Edf verrà a detenere il 50% circa di azioni Edison, i soci italiani riuniti in Delmi il 31% - impone il lancio di un‘Opa sulle minoranza sulla base della media dell‘andamento del titolo negli ultimi dodici mesi. Un‘offerta che andrebbe difatto deserta perché né Tassara che detiene il 10% né i piccoli azionisti avrebbero alcun interesse ad aderire a questi prezzi: oggi il titolo vale 0,83 euro.

A complicare il quadro però c’è l‘opzione put concessa a Delmi su quel 31% detenuto in Edison; di questo il 75% sara’ esercitabile a 3-5 anni a fair value e il 25% legato ai multipli di Ebitda di società italiane comparabili, ovvero ai risultati operativi del gruppo. Con un congegno di questo tipo il prezzo della put è difatto indefinito e, secondo alcuni studi di analisti, rende difficile per la Consob pretendere di inserire un premio sull‘offerta. Al riguardo la Consob si esprimerà entro novembre.

“Edf si è riservata il diritto di verificare cosa dirà la Consob sul prezzo dell‘Opa. Probabilmente ci sarebbe da rinegoziare la proposta se Consob si dovesse esprimere per un‘Opa a premio. I legali di A2A stanno lavorando insieme a quelli dei francesi”, ha detto Rosario Bifulco, vicepresidente del consiglio di sorveglianza di A2A, al termine della riunione che ha approvato le linee negoziali per l‘operazione Edison-Edipower e la proroga del patto parasociale sino al 30 novembre per negoziare gli accordi vincolanti. Domani è la volta dei Cda di Iren , l‘altro socio forte di Delmi dopo A2A e della stessa Delmi che darà l‘ultimo via libera.

Stessa posizione espressa anche dal presidente, Graziano Tarantini: “Premesso che A2A non è coinvolta, il prezzo dell‘Opa dovrà definirlo la Consob. Ovviamente i francesi fanno i loro interessi e l‘ok della Consob al lancio dell‘Opa all‘interno di un determinato prezzo è vincolante”.

In questo mese, quindi, oltre ad attendere la decisione della Consob, i soci di Edison lavoreranno per trasformare gli accordi da non vincolanti in vincolanti e fra i dettagli ancora da chiarire ci sono i cosiddetti poteri di veto che dovrebbe avere Delmi a protezione del proprio investimento. “I poteri di veto sono ancora da definire”, ha sottolineato Bifulco, mentre Tarantini ha fatto presente che da un lato “i francesi avranno un maggiore governo rispetto a adesso, ma in questi giorni negozieremo quali saranno i nostri diritti nella gestione”. Dunque, nessuna carta bianca ai francesi. Dice Tarantini, “non abbiamo un 30% di quota messo lì così”.

Incalzato dai giornalisti, Tarantini si è tolto qualche sassolino dalle scarpe per come è stata gestita l‘operazione in tutti questi mesi da parte della politica: il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, che ha prima bloccato l‘accordo a marzo scorso, poi il ministro alla Sviluppo Economico, Paolo Romani, che aveva fatto intendere la possibilità di una cordata tricolare in chiave anti-Edf mai concretizzata. Sottolinea Tarantini: “si poteva sicuramente giocare una partita nazionale, ma tutto questo protagonismo non ha generato fatti concreti. Dalla politica ti aspetti sempre che di fronte a uno stop il fratello maggiore abbia in mano un asso che sorprende anche te e questo asso non c’è stato”. Il manager ha poi precisato in una nota che le sue dichiarazioni non si riferivano alla vicenda Edison, ma al sistema Italia “non abituato a predisporre azioni comuni su importanti questioni nazionali”.

L‘unica soddisfatta sembra essere, invece, la Lega Nord: Il rappresentante del carroccio nel CdS, Bruno Caparini, ha evidenziato che “in fondo Edison resta italiana. La Lega è pertanto soddisfatta”.

(Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129518, Reuters messaging: giancarlo.navach.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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