2 novembre 2011 / 08:25 / 6 anni fa

PUNTO 3-Francia e Germania chiedono a Grecia decisione rapida sull'euro

(Riscrive con portavoce governo su quesito referendum, dichiarazioni e dettagli, cambia dateline e titolo)

CANNES, Francia/ATENE, 2 novembre (Reuters) - Germania e Francia oggi hanno invitato la Grecia a decidere se vuole restare nell‘eurozona, dopo l‘iniziativa choc di indire un referendum sul pacchetto di salvataggio da 130 miliardi che ha provocato il panico sui mercati globali.

Intanto Atene fa sapere che il quesito su cui i greci dovranno pronunciarsi riguarderà il nuovo pacchetto di aiuti, e non l‘appartenenza all‘eurozona.

“No, non sarà questo il quesito”, ha risposto a Reuters un portavoce del governo greco, Angelos Tolkas, alla domanda se al centro del referendum ci sarà la permanenza nell‘euro. “Sarà il piano di aiuti”.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno convocato il primo ministro greco George Papandreou per colloqui a Cannes, alla vigilia del G20 di domani e venerdì, per spingere per una rapida applicazione delle misure per combattere la crisi della zona euro, misure su cui ora la mossa di Atene ha fatto sorgere dubbi.

Nel pomeriggio Sarkozy e Merkel hanno incontrato i leader delle istituzioni dell‘Ue e del Fondo monetario internazionale per discutere come limitare i danni della decisione greca.

Fonti di Ue e Fmi hanno detto che la Grecia non riceverà la tranche di 8 miliardi di euro di cui ha urgentemente bisogno, e che era prevista questo mese, fin dopo il referendum, perché i creditori vogliono essere sicuri che Atene si attenga al piano di austerity.

Sarkozy ha spiegato che l‘annuncio del referendum “coglie di sorpresa l‘intera Europa”, e il suo ministro degli Affari europei, Jean Leonetti, ha detto a Reuters che la consultazione dovrebbe tenersi il più presto possibile, e possibilmente prima di metà dicembre.

I sondaggi di opinione indicano che per la maggior parte degli elettori greci l‘accordo è sbagliato, mentre l‘adesione all‘euro resta popolare.

Merkel ha avuto toni di esasperazione e impazienza parlando prima di recarsi a Cannes: “Ci siamo accordati su un piano per la Grecia la settimana scorsa. Vogliamo mettere in pratica questo piano, ma per questo abbiamo bisogno di chiarezza e l‘incontro di stanotte dovrebbe aiutare precisamente in questo senso”, ha spiegato.

Fonti francesi dicono che verranno fatte pressioni su Papandreou perché porti l‘accordo sul piano di salvataggio in Parlamento prima del referendum, nella speranza di rassicurare i mercati finanziari, e perché tenga la consultazione popolare entro metà dicembre per evitare mesi di incertezza.

Un portavoce del ministero delle Finanze tedesco ha detto che sembra che la Grecia abbia denaro sufficiente per andare avanti fino a metà dicembre.

INCERTEZZA E POLEMICHE

Alcuni deputati del Pasok, il partito socialista greco, hanno chiesto le dimissioni del premier accusandolo di aver messo in pericolo la Grecia con la decisione-shock di indire una consultazione popolare. Ma il sostegno del gabinetto di governo gli dà tempo almeno fino al voto di fiducia di venerdì prossimo.

“Il referendum sarà un mandato chiaro e un chiaro messaggio in Grecia e all‘estero sulla nostra rotta europea e sulla partecipazione all‘euro”, ha detto Papandreou durante il vertice governativo, durato sette ore, secondo un comunicato diffuso dal suo ufficio.

“Nessuno potrà dubitare della rotta della Grecia all‘interno dell‘euro”.

Anche se il governo greco dovesse ottenere il voto di fiducia, la zona euro ha di fronte un periodo di vuoto politico in cui i mercati possono portare il caos. Se lo mancasse, la Grecia dovrebbe far fronte a un default ingestibile che sospenderebbe dalle borse i titoli bancari e minaccerebbe le economie ben più grandi di Italia e Spagna, col rischio che la Ue potrebbe non avere i mezzi per il loro salvataggio.

La mossa del premier greco ha provocato rabbia e sorpresa in pari misura nel mondo. “Ora è abbastanza: fuori i greci!”, ha titolato il Kronen Zeitung, il più venduto quotidiano austriaco.

Il presidente dell‘eurogruppo, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha detto che la Grecia potrebbe andare in bancarotta se gli elettori respingessero l‘accordo, e il ministro delle Finanze giapponese Jun Azumi ha sottolineato: “Sono tutti sbalorditi”.

Anche Juncker, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e il capo del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, parteciperanno ai colloqui di Cannes con la Grecia.

Il portavoce del governo greco, Elias Mossialos, ha precisato che il referendum si terrà “il più presto possibile, subito dopo che i fondamentali dell‘accordo di bailout saranno stati formulati”, ma non ha specificato se sarà prima di Natale.

Oggi il ministro dell‘Interno Haris Kastanidis, parlando alla tv pubblica, ha detto che la consultazione potrebbe tenersi “prima di gennaio, entro dicembre”, se la Grecia e i partner internazionali lavoreranno ai dettagli dell‘accordo di salvataggio prima del previsto.

Lunedì era stato lo stesso ministro a dire che il voto sarebbe stato a gennaio.

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