6 ottobre 2011 / 11:39 / tra 6 anni

PUNTO 2 - Decreto sviluppo slitta al 20 ottobre - Lupi (Pdl)

* Berlusconi lavora a testo “anche un po’” con Tremonti - La Russa

* Resta aperto il nodo dei tagli ai ministeri

* Micciché: “Vero potere in mano a Rgs” (Riscrive, aggiunge dichiarazioni Lupi, La Russa e contesto)

ROMA, 6 ottobre (Reuters) - Slitta attorno al 20 di ottobre il varo del decreto sviluppo.

Il Consiglio dei ministri doveva approvare il provvedimento la prossima settimana, giovedì 13 o venerdì 14 ottobre, ma le divisioni tra i ministri e l‘insofferenza crescente verso Giulio Tremonti hanno costretto il governo a prendersi qualche giorno in più.

“Pensiamo di approvarlo intorno al 20 di ottobre”, ha detto il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, parlando con i cronisti all‘uscita da palazzo Grazioli, dove il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha riunito nel pomeriggio una delegazione del Pdl.

Questa mattina il premier aveva incontrato a più riprese i vertici della Lega - Roberto Calderoli e Umberto Bossi in testa - e lo stesso ministro dell‘Economia, nel tentativo di trovare un accordo sui contenuti del decreto. “Si cerca di rispettare i tempi indicati e di presentare il testo entro il 15 ottobre”, aveva riferito una fonte governativa. Poi la riunione nella residenza romana di Berlusconi, che ha ufficializzato l‘allungamento dei tempi.

Una battuta fatta ai cronisti da Ignazio La Russa dimostra che il clima all‘interno della maggioranza resta teso. “Vi do una notizia: oggi nessuna lite”, ha detto il ministro della Difesa fuori da Palazzo Grazioli. Dunque nessuna critica a Tremonti? “Ci tengo a dire che non c’è stata nessuna lite”, ha risposto La Russa.

BERLUSCONI TIRA FILA STESURA TESTO. ROMANI COORDINATORE

Dentro il Pdl continuano quindi le pressioni per ridimensionare il ruolo di Tremonti, accusato di essere troppo concentrato sulla tenuta dei conti pubblici a scapito delle politiche per la crescita economica.

“Berlusconi sta lavorando personalmente al decreto, anche un po’ con il ministro dell‘Economia insieme con gli altri ministri”, ha continuato La Russa.

Sarà il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, a svolgere il ruolo di “coordinamento” tra ministeri e gruppi parlamentari, ha aggiunto Lupi.

Per approvare il decreto il governo deve prima risolvere la grana dei tagli ai ministeri previsti dalla manovra: 7 miliardi nel 2012, 6 nel 2013 e 5 dal 2014. Ciascun dicastero avrebbe dovuto inviare entro martedì scorso i capitoli di spesa da ridurre per centrare gli obiettivi ma mancano diversi ministri all‘appello.

“I tagli al momento sono lineari e c’è preoccupazione, ma c’è anche la consapevolezza dell‘ineluttabilità dei sacrifici che bisogna fare”, ha detto La Russa.

Tra i più critici nei confronti di Tremonti spicca Altero Matteoli, per il quale la riduzione delle dotazioni di spesa colpisce 6 miliardi di fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) assegnati dal Cipe a infrastrutture già contrattualizzate.

“Lei si preoccupa dei fondi Fas, io mi preoccupo dei tagli da 1,4 mld alla Difesa”, ha commentato sempre La Russa rispondendo a una domanda sui Fondi per lo sviluppo.

Si unisce al coro delle polemiche anche Gianfranco Micciché, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe: “Oggi il vero potere oggi in Italia è nelle mani della Ragioneria generale dello Stato”. (Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri)

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