29 settembre 2011 / 15:38 / tra 6 anni

PUNTO 2 - Tesoro avvia valorizzazione patrimonio da 675 mld

* A regime riduzione strutturale deficit di 9,8 mld

* Cessioni per 35-40 mld a beneficio del debito

* Il faro sulle concessioni e il nuovo Fondo nazionale (Aggiunge dettagli in coda)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 29 settembre (Reuters) - Ammonta a 675 miliardi su 1.815 in totale il patrimonio che lo Stato intende valorizzare tra immobili, concessioni, crediti e partecipazioni di amministrazioni centrali e locali.

Lo si legge in due documenti pubblicati sul sito del ministero dell‘Economia al termine del seminario con il mondo finanziario di questa mattina.

Le varie operazioni di valorizzazione dovrebbero produrre a regime, nel 2020, una “riduzione strutturale del deficit di 9,8 miliardi”: 6,3 miliardi dagli immobili, 2,5 dalle concessioni e 1 miliardo dalle partecipazioni.

Dalle cessioni si possono ricavare per la riduzione diretta del debito 35-40 miliardi, di cui 25-30 miliardi dalla vendita degli immobili e altri 10 dalla cessione dei diritti per le emissioni inquinanti (CO2).

In queste stime non sono tuttavia inclusi gli effetti derivanti dalle operazioni di sviluppo immobiliare e dalle politiche sulle partecipazioni. Il Tesoro non esclude inoltre “ulteriori linee di intervento” su attività finanziarie come i crediti o su immobilizzazioni immateriali (ricerca e sviluppo, opere di ingegno, brevetti, avviamento).

“Con oggi prende avvio una grande riforma strutturale per la riduzione del debito e per la modernizzazione e la crescita del Paese”, dice in una nota il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti.

FARO SU IMMOBILI, CONCESSIONI E PARTECIPAZIONI

La chiave di volta della nuova strategia fa perno sulla fissazione di un “rendimento standard” analogo al costo standard previsto per il Federalismo fiscale, scrive in uno dei due documenti Stefano Scalera, a capo dell‘ottava direzione del Tesoro.

Secondo un‘analisi condotta da Edoardo Reviglio, capo economista della Cassa depositi e prestiti, lo Stato centrale ha attivi con un “valore di mercato stimato” pari a 185 miliardi, mentre il patrimonio valorizzabile di regioni, province e comuni ammonterebbe a 386 miliardi.

Gli immobili dello Stato hanno attualmente un valore di 72 miliardi e rendono lo 0,1%. L‘obiettivo del governo è di arrivare al 6%. Nel caso degli enti locali, il valore degli immobili è di 349 miliardi con un rendimento pari allo 0,5, che il governo vuole portare al 6%.

Nell‘analisi di Reviglio una parte rilevante è dedicata alle concessioni di Stato centrale ed enti locali. Il valore delle prime ammonta a 50 miliardi e il Tesoro punta ad aumentarne il rendimento dallo 0,5% al 6,3%. Il valore delle seconde è pari a 20 miliardi e in questo caso il rendimento dovrebbe salire al 6% dall‘attuale 0,5%.

LE HOLDING PER I SERVIZI

Ricco anche il capitolo partecipate, che nel caso dello Stato centrale varrebbero tutto compreso 63 miliardi. A fronte di un rendimento attuale del 5,4%, il Tesoro punta a salire a quota 7,4.

Il governo sembra però voler agire nell‘immediato soprattutto sul complesso mondo delle partecipate locali. Un tesoretto stimabile in 17 miliardi e il cui rendimento, oggi pari al 3%, potrebbe salire di un punto percentuale al 4%.

L‘obiettivo è creare holding in cui accentrare i servizi, riducendo i costi e controllando le spese. Due le opzioni in questo caso: fusioni tra aziende simili di territori vicini dopo l‘apertura del capitale ai privati (società miste) e cessione ai privati di quote delle holding multisettoriali.

“La maggiore dimensione consente l‘accesso al mercato dei capitali e aumenta la visibilità verso gli investitori”, commenta Scalera.

NUOVA SGR PREVISTA PER GENNAIO 2012

In linea a quanto prevede la manovra, il Tesoro conferma per il mese di gennaio 2012 la costituzione della nuova società di gestione del risparmio (Sgr), che avrà il nome di Fondo nazionale e dovrà garantire un rendimento superiore al costo del debito. Per l‘avvio dell‘operatività bisognerà naturalmente aspettare l‘autorizzazione della Banca d‘Italia.

Due le linee di azione della Sgr: da un lato rendere disponibili agli enti locali i capitali e le competenze per avviare le operazioni insieme al mercato; dall‘altro avviare operazioni di sviluppo del territorio poco appetibili per il mercato a causa dei bassi rendimenti.

La Sgr agirà seguendo tre linee di investimento. In primo luogo investirà in immobili da affittare alle pubbliche amministrazioni, con l‘obiettivo di ridurre i costi di gestione fino al 30%. Poi avvierà forme di parteniariato con i concessionari del demanio (marittimo, idrico, aereonautico e miniere) e investirà in fondi locali impegnati nella realizzazione di infrastrutture come strade a pedaggio, ospedali, scuole e porti. Infine, fornirà le risorse necessarie alla valorizzazione degli immobili conferiti a specifici fondi promossi dagli enti locali.

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