29 settembre 2011 / 15:03 / tra 6 anni

PORTAFOGLI-No aumento bond aziende,occasioni tra bancari-gestori

* Zenit: rischio/rendimento corporate IG simile a governativi core

* Per alcuni con corporate si aggiunge rischio invece di comprare equity

* Pioneer:occasioni a certi livelli fra subordinati Lower Tier 2

MILANO, 29 settembre (Reuters) - Nella fase di incertezza attuale, dove l‘incapacità di dare risposte convincenti alla crisi del debito sovrano tiene in scacco simultaneamente il mercato azionario e quello dei titoli di stato, i gestori confermano il sovrappeso sulle emissioni societarie non finanziarie ma non vedono spazio per nuovi acquisti.

E’ quanto emerge dall‘ultimo sondaggio condotto da Reuters fra 12 primari gestori attivi in Italia. Non manca, tuttavia, chi vede opportunità in un investimento selettivo in corporate bond ad alto rendimento (cosiddetti “high yield”) o nel debito bancario, arrivato a scontare scenari improbabili, come una insolvenza incontrollata della Grecia.

“Negli ultimi mesi non troviamo più grande valore nelle emissioni societarie; in termini di rendimento, sono diventati assimilabili ai governativi di alta qualità”, osserva Marco Bonifacio, responsabile ufficio analisi di Zenit sgr, riferendosi alle emissioni cosiddette “investment grade”, cioè con merito di credito elevato. “Per quelle ad elevato rendimento, se vengono confermati i segnali di rallentamento (dell‘economia ndr) che si sono visti, i rischi invece sono eccessivi”, aggiunge.

SELETTIVITA’ CHIAVE SU BOND AD ALTO RENDIMENTO

C’è invece chi vede, proprio nel debito delle grandi aziende, l‘opportunità per aggiungere rischio in portafoglio senza esporsi ai capricci di un mercato azionario volatile.

“C’è un migliore rapporto rischio rendimento sui corporate e questo vale anche selettivamente sugli high yield”, ha detto un gestore di Pioneer Investments, riferendosi alle emissioni ad alto rendimento e rating inferiore al cosiddetto “investment grade”.

Fa eco Alessandro de Carli, responsabile fondi quantitativi di Eurizon sgr: “Anche se gli spread sulla parte corporate si sono allargati, se si prendono i rendimenti impliciti sugli high yield rispetto alla volatilità dei mercati azionari il rapporto rischio/rendimento è migliore”, ha detto. “Gli high yield hanno rendimenti interessanti rispetto a un tasso di default delle aziende che rimane basso”, ha aggiunto.

Quando si tratta di emissioni societarie, soprattutto “high yield”, la parola d‘ordine tuttavia resta: selezione. Se è vero infatti che, dalla crisi finanziaria del 2008-2009, molti emittenti hanno ridotto significativamente il debito e possono sfoggiare bilanci in buona salute, le prospettive macro continuano ad essere riviste al ribasso.

“Ci possono essere delle occasioni interessanti sugli high yield avendo ben chiaro i nomi su cui puntare e possibilmente diversificando molto e verificando la tenuta in fase di rallentamento dell‘economia”, fa notare Bonifacio.

Ma la realtà corporate, anche in quei segmenti giudicati prossimi a “junk” dalle agenzie di rating, fa dormire a qualcuno sonni più tranquilli di una posizione su un titolo di stato irlandese o portoghese.

“Oggi come oggi i governativi periferici sono più rischiosi dei bond societari ad alto rendimento perché c’è da tenere conto del rischio politico”, sottolinea il gestore di Pioneer.

BOND BANCARI SCONTANO SCENARI IMPROBABILI

L‘asset management del gruppo Unicredit ha recentemente ridotto l‘esposizione ai mercati cosiddetti “core” proprio per acquistare corporate, anche finanziari.

“I mercati, con gli aumenti di spread, sembrano incorporare possibilità che istituzioni anche grandi finiscano in ginocchio per l‘esposizione ad una insolvenza incontrollata della Grecia”, osserva il gestore.

Per quest‘ultimo il secondo round di “stress test”, pur non avendo ancora convinto fino in fondo, ha avuto il merito di stabilire una graduatoria tra le banche, consentendo di fare delle distinzioni tra gli istituti che lo hanno superato più o meno di misura.

“Anche tra i subordinati Lower Tier 2, che sono la fascia più distante dal rischio partecipazione al capitale, ci sono indubbie occasioni a certi livelli”, aggiunge il gestore.

Una posizione che trova riscontro in Zenit sgr, dove Bonifacio ricorda “i buoni margini” dei prestiti “callable”, cioè di quei bond bancari che l‘emittente ha facoltà di richiamare.

Proprio questo mese gli indici Itraxx sui finanziari senior europei hanno allargato ai massimi storici secondo Markit.

L‘indice iTraxx “Main credit”, costituito da 125 società europee investment grade a metà settembre, sempre secondo Markit, ha allargato fino a superare i livelli visti nel marzo 2009.

L‘indice iTraxx “Crossover” index, che include 50 società con rating per lo più speculativo, ha toccato i massimi dalll‘aprile 2009.

I risultati integrali del consueto sondaggio di asset allocation condotto da Reuters saranno pubblicati domani alle ore 15.

(Maria Pia Quaglia)

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below