20 settembre 2011 / 06:13 / 6 anni fa

PUNTO 2-Italia, S&P's taglia rating, Berlusconi: mossa politica

* S&P mantiene outlook negativo, dubbi su crescita

* Governo difende manovra, annuncia presto misure pro sviluppo

* Analisti sorpresi da timing, mercati in altalena (Riscrive dopo commento Berlusconi,)

di Alessia Pe e Giselda Vagnoni

MILANO/ROMA, 20 settembre (Reuters) - Standard & Poor’s ha comunicato stanotte di aver declassato di un ‘notch’ la propria valutazione sul merito di credito sovrano della Repubblica italiana, portandolo ad ‘A/A-1’ da ‘A+/A-1+ con un outlook che resta negativo.

L‘agenzia, che aveva messo sotto osservazione il rating dell‘Italia in maggio, sottolinea che le prospettive di crescita dell‘economia si sono deteriorate e che il governo di Silvio Berlusconi non sembra in grado di dare risposte efficaci.

Poco dopo le 8,30 palazzo Chigi ha diffuso una nota in cui accusa l‘agenzia di rating americana di essere influenzata da “considerazioni politiche”.

La settimana scorsa, dopo una serie di ripensamenti che hanno allarmato investitori e istituzioni internazionali, la maggioranza ha approvato in Parlamento una manovra da 54 miliardi per anticipare il pareggio di bilancio al 2013 e ridare fiducia ai mercati.

Le misure sono state però criticate per l‘eccessivo peso sul fronte delle entrate e la mancanza di tagli strutturali sul lato della spesa che liberino risorse per lo sviluppo.

“Riteniamo che il basso ritmo di crescita registrato finora dall‘economia italiana renderà difficile centrare i nuovi obiettivi di finanza pubblica del governo”, dice S&P’s in una nota.

“Inoltre, la risposta politica del governo italiano alle recenti pressioni dei mercati fa pensare che l‘incertezza politica su come affrontare le sfide che vengono dalla situazione economica sia destinata a proseguire”.

I risparmi previsti potrebbero non essere realizzati perchè il governo ricorre pesantemente a un aumento delle tasse nonostante il livello di tassazione sia già elevato e le prospettive di crescita basse, prosegue S&P. Ad aggravare il quadro, le aspettative di aumento dei tassi di interesse di mercato.

Dura la reazione di Berlusconi.

“Le valutazioni di Standard & Poor’s sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche”, ha commentato il presidente del Consiglio in una nota sottolineando come il governo abbia “sempre ottenuto la fiducia dal Parlamento, dimostrando così la solidità della propria maggioranza”.

Berlusconi ricorda che “l‘Italia ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e il governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo”.

Ieri, fonti governative, hanno riferito a Reuters che il governo si appresta a tagliare le stime di crescita per l‘anno in corso allo 0,7%& da 1,1% e che per il 2012 il Pil non dovrebbe superare l‘1% dalla precedente previsione di +1,3%. .

MOSSA A SORPRESA

Dopo mesi in cui l‘Italia è rimasta ai margini della crisi dei debiti sovrani che ha colpito altri paesi della zona euro, da luglio sono scattati massicci ordini di vendita di titoli di Stato e di azioni di banche italiane.

Per sostenere i prezzi dei titoli sovrani della Repubblica è intervenuta la Banca centrale europea che da novembre sarà guidata dal governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi.

Un downgrade era nell‘aria da giorni ma ci si aspettava che arrivasse da Moody‘s, la quale il 17 giugno si era data 90 giorni di tempo per concludere la revisione del giudizio sull‘Italia.

Venerdì sera, invece, Moody’s ha rimandato la decisione di altri 30 giorni.

Quella di Standard & Poor’s è “una decisione sicuramente inaspettata”, ha detto Loredana Federico di UniCredit.

“Che l‘outlook resti negativo credo dipenda dal fatto che l‘agenzia vuole valutare quale e quanto sarà effettivamente l‘impegno del governo a favore della crescita”.

Della stessa opinione Fedele De Novellis di Ref: ”La manovra non è bastata a ripristinare un clima di fiducia e a migliorare l‘aspettativa di crescita. Il problema dell‘Italia è un problema di sviluppo che si ripercuote sulla sostenibilità del debito nel medio ternine.

La Borsa di Milano ha aperto in netto ribasso con l‘indice Ftse-Mib a meno 1,3%. Nei primi illiquidi scambi il differenziale di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni si allarga a 398 punti base dai 380 di ieri sera , mentre il rendimento del decennale italiano sale al 5,73% dal 5,59% della chiusura di ieri.

hanno contribuito Stefano Bernabei da Roma, Claudia Cristoferi, Maria Pia Quaglia, Michel Rose da Milano, Wayne Cole da Sydney

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