30 maggio 2008 / 07:22 / tra 9 anni

Alitalia, governo velocizza iter cessione, Intesa advisor

ROMA (Reuters) - Per far uscire Alitalia dal cul de sac in cui è caduta, il governo di Silvio Berlusconi ha approvato nuove procedure per velocizzare la cessione del pacchetto del 49,9% ancora in suo possesso e affidato a Intesa SanPaolo il compito di individuare l‘acquirente o la cordata acquirente a cui la banca milanese potrebbe associarsi.

<p>Alcuni modellini di aeromobile Alitalia. REUTERS</p>

Il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha detto che Intesa potrà accedere ai dati di bilancio di Alitalia e fino al momento della presentazione dell‘offerta “non sono previsti obblighi informativi”.

“La situazione è di una gravità e urgenza tale da escludere le procedure ordinarie di privatizzazione che in passato si sono concluse senza successo”, ha spiegato Tremonti al termine della riunione di governo riferendosi agli oltre 17 mesi passati da quando nel dicembre del 2006 fu pubblicato il primo bando di gara.

“Intesa SanPaolo viene individuato come soggetto che può promuovere e ricercare un‘offerta da uno o più soggetti che consenta di privatizzare Alitalia...Sceglierà Intesa se essere anche tra gli investitori”, ha aggiunto il ministro.

Il consiglio di amministrazione di Alitalia discuterà della questione nella riunione del 3 giugno.

Intesa SanPaolo aveva affiancato AirOne nelle precedenti fasi di privatizzazione ma Alitalia e il precedente governo avevano preferito alla sua offerta quella di Air France-Klm, da anni partner commerciale della Magliana.

La proposta francese era stata però respinta dai sindacati e bocciata dallo stesso Berlusconi convinto di poter evitare il fallimento di Alitalia grazie a una cordata di imprenditori italiani.

L‘incarico di raccogliere le manifestazioni di interesse è stato dato a Bruno Ermolli, consigliere aziendale di fiducia di Berlusconi, il quale però si è visto respingere nei giorni scorsi dal cda Alitalia la richiesta di informazioni sul bilancio -- chiuso nel 2007 con una perdita di quasi 500 milioni -- perchè non accompagnata da un‘offerta formale.

Il decreto approvato oggi, e che si trova al momento alla firma del capo dello Stato, prevede una specifica deroga alla legge 474 del 1994 sulle modalità con le quali procedere alle dismissioni. Come ha spiegato lo stesso Tremonti il provvedimento consente al Cdm di individuare con propria delibera un soggetto a cui affidare la ricerca del o dei compratori e prevede che nel periodo che intercorre tra i due momenti non sono previsti obblighi informativi.

“[L‘amministratore delegato di Intesa SanPaolo Corrado] Passera è l‘unico che può prendere in mano la situazione”, ha detto un ministro chiedendo di non essere citato.

Una fonte di Alitalia, che ha chiuso il primo trimestre in rosso di 215 milioni e chiesto una ricapitalizzazione di 750 milioni entro giugno, ritiene che solo le banche possano fornire il grosso della liquidità di cui la compagnia ha bisogno.

Secondo i sindacati la soluzione per Alitalia passa per una forma d‘integrazione con l‘AirOne di Carlo Toto e non può prescindere da un‘alleanza internazionale.

In attesa che si chiarisca il progetto industriale, il governo ha concesso 300 milioni di prestito ad Alitalia - poi trasformato in patrimonio netto ossia in un acconto di un futuro aumento di capitale - sul quale si è acceso subito il faro della Commissione Ue per la quale la compagnia italiana non può più avvantaggiarsi di aiuti di Stato.

Il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi ha assicurato che oggi il governo invierà a Bruxelles le informazioni richieste.

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