May 29, 2020 / 8:37 AM / 3 months ago

Coronavirus, rischi di deflazione, Bce pronta con nuovi strumenti - Visco

ROMA, 29 maggio (Reuters) - La crisi economica innescata dal coronavirus ha fatto riemergere scenari di deflazione che la Bce è pronta a contrastare anche adottando “nuovi strumenti” dopo il programma straordinario di acquisti sul mercato da 750 miliardi di euro.

Una riduzione permanente dell’inflazione attesa o una dinamica deflattiva potrebbe innescare “un pericoloso avvitamento tra il declino dei prezzi e quello della domanda aggregata” in un contesto di elevati debiti pubblici e privati, dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, leggendo le considerazioni finali durante l’assemblea annuale dell’istituto.

“Siamo pronti a fare ricorso ad altri strumenti a nostra disposizione per garantire che tutti i settori dell’economia possano beneficiare di condizioni di finanziamento accomodanti e di un’ampia disponibilità di fondi”.

La sospensione di tutte le attività economiche non essenziali, disposta a marzo per contenere il contagio, ha fatto cadere l’Italia nella peggiore recessione dal dopoguerra, con il Pil che potrebbe registrare quest’anno una caduta anche nell’ordine del 13%, secondo Bankitalia.

La profondità della recessione potrebbe anche “essere amplificata da nuove turbolenze sui mercati, dall’accentuarsi delle tendenze protezionistiche emerse nello scorso biennio, dal diffondersi di casi di insolvenza nelle economie in misura tale da innescare crisi sistemiche nel settore finanziario”, mette in guardia Visco.

Cercando di attenuare gli effetti della crisi, il governo ha adottato interventi straordinari che si tradurranno in un incremento del deficit di 75 miliardi e in un debito oltre quota 155% del Pil nel 2020.

“La sostenibilità del debito pubblico non è in discussione, ma il suo elevato livello in rapporto al prodotto è alimentato dal basso potenziale di crescita del Paese e al tempo stesso ne frena l’aumento”.

Secondo Bankitalia, un avanzo primario nell’ordine dell’1,5 del Pil, quale quello osservato negli ultimi sei anni, sarebbe necessario anche solo per stabilizzare il rapporto tra debito e prodotto. (Stefano Bernabei, Valentina Za, James Mackenzie, Giuseppe Fonte)

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