1 aprile 2009 / 08:36 / 9 anni fa

PUNTO 3 - Piano casa, decreto entro 10 giorni - Berlusconi

(Aggiunge dichiarazioni Berlusconi, contesto)

ROMA, 1 aprile (Reuters) - Il governo approverà entro i prossimi dieci giorni il decreto legge per il rilancio dell‘edilizia residenziale mono e bifamiliare.

Lo ha confermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi dopo che la Conferenza unificata ha approvato in mattinata l‘accordo fra Comuni, Province, Regioni e Governo, al termine di un difficile confronto durato una settimana.

“Ci siamo impegnati a mettere a punto il testo del decreto legge da condividere con le Regioni entro 10 giorni da oggi”, ha detto Berlusconi dopo il Consiglio dei ministri che ha preso atto dell‘intesa.

“Voglio ringrazire per la collaborazione istituzionale le Regioni che si sono sedute con noi a un tavolo per esaminare cosa si poteva fare per rispondere all‘esigenza di molte famiglie di ampliare il numero dei loro componenti e contemporaneamente sostenere l‘edilizia, che è l‘attività che muove tutte le altre attività”, ha detto Berlusconi.

Emanato il decreto, le Regioni dovranno definire entro i successivi 90 giorni i provvedimenti attuativi del Piano, dal momento che l‘edilizia è una materia di competenza concorrente con i governatori locali.

Parlando assieme a Berlusconi, il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto ha puntualizzato che se le Regioni non dovessero procedere per tempo “scatterebbe il potere sostitutivo che consente l‘intervento dello Stato in tempi rapidi”.

LIMITE 200 METRI CUBI SUPERABILE DA REGIONI

L‘accordo prevede la possibilità di aumentare del 20% il volume di edifici residenziali unifamiliari o bifamiliari, “comunque di volumetria non superiore ai 1.000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi”.

“Le Regioni hanno voluto inserire il limite di 200 metri cubi ma le Regioni che lo vorranno potranno non tenere conto di questo limite e consentire una volumetria maggiore”, ha detto Berlusconi illustrando i punti salienti dell‘intesa.

La soglia per l‘ampliamento sale al 35% nel caso di abbattimento e ricostruzione di immobili obsoleti.

“Se solo il 10% di abitanti e proprietari delle case intendessero approfittare di questa possibilità avremmo 60-70 miliardi che entrerebbero nell‘economia togliendosi dalle banche. Sono 4-5-6 punti di Pil che potrebbero muoversi”, ha detto Berlusconi, aggiungendo che il Piano esclude abitazioni nei centri storici e condomini, ma comprende le villette a schiera se munite di giardino.

BERLUSCONI: NUOVE CASE PER GIOVANI CHE NE SONO PRIVI

Il governo guarda però avanti e studia un ulteriore ”grande piano casa“. L‘accordo con i governatori locali comprende infatti altri due punti. Da un lato, il ”sostegno dell‘edilizia popolare pubblica, per il quale il secondo governo Prodi aveva stanziato 550 milioni di euro. Dall‘altro, la messa a punto di uno studio di fattibilità su un progetto che individui risorse pubbliche e private “per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie o di particolari categorie che si trovano nella condizione di più alto disagio sociale”.

L‘obiettivo, ha sintetizzato il Capo del governo, è “realizzare in ogni capoluogo di provincia un insediamento urbanistico di dimensioni tali da venire incontro all‘esigenza di nuove case per chi ancora la casa non ce l‘ha, specialmente per i giovani”.

Secondo Berlusconi sarà questo il vero piano casa, poiché l‘intesa firmata oggi guarda più al sostegno delle famiglie.

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