1 luglio 2009 / 11:15 / tra 8 anni

Monetario, resta consistente liquidità in vista chiusura rob

MILANO, 1 luglio (Reuters) - Continua a esservi liquidità in eccesso sul mercato in relazione all‘avvicinarsi della fine del periodo di mantenimento della riserva, martedì prossimo.

L‘iniezione di oltre 442 miliardi della Bce con il p/t a 1 anno della scorsa settimana ha portato a un aumento esorbitante della liquidità: sul mercato ci sono operazioni aperte per 896,5 miliardi.

“Ad oggi - dice un tesoriere - si sono accumulati 303 miliardi di numeri neri che continueranno probabilmente ad aumentare nei prossimi giorni, spingendo le banche a ricorrere in modo consistente ai depositi della Banca centrale europea”.

Nessuna sorpresa quindi per il continuo aumento dei depositi che proprio ieri sera sono saliti a un nuovo record a 252,067 miliardi dai 242,178 miliardi della sera precedente. Per chiudere correttamente il periodo di mantenimento sarà necessaria quindi la consueta operazione di fine tuning.

“L‘operazione di drenaggio al termine del periodo di riserva (fine-tuning) ci sarà e sarà cospicua”, spiegano da una tesoreria.

“Molto dipenderà da quanto verrà depositato presso la Bce nei prossimi giorni, ma se non ci sono sorprese dovrebbero esserci circa 140-150 miliardi da drenare a fine periodo”.

Sullo sfondo resta l‘attesa per la consueta riunione di politica monetaria della Banca centrale europea in agenda domani, dalla quale è attesa una conferma dell‘attuale tasso di riferimento all‘1%.

Le attese delle tesorerie sono per un periodo prolungato di tassi a livelli molto bassi.

“Le previsioni degli economisti puntano su una ripresa dal 2010, ma ci credo poco. Lo strascico della crisi sarà più lungo”, dice un tesoriere. “Non mi aspetto che per i prossimi 12 mesi il tasso di riferimento possa risalire, anzi, assisteremo forse a un ulteriore taglio”.

Ma bisogna stare attenti, precisa il tesoriere, vista anche la situazione in corso. “C’è un fattore psicologico. Quando i tassi sono troppo bassi si riduce il margine di intervento: se succedesse qualcosa quando i tassi sono già troppo esigui, sarebbe difficile prendere contromisure efficaci”.

E mentre l‘Euribor a tre mesi EURIBOR3MD macina di giorno in giorno nuovi minimi - oggi è stato fissato a 1,085% da 1,099% - le tesorerie non escludono un suo calo sotto l‘1%.

“A causa dell‘abbondante liquidità potrebbe scendere fino a 0,98%-0,95%, ma probabilmente non al di sotto”, commenta un tesoriere.

L‘overnight sugli scambi bancari quota a fine mattina intorno allo 0,27%, in lieve calo rispetto allo 0,30% del giorno precedente. L‘Eonia EONIA ieri è stato fissato a 0,401% da 0,381%, in un panorama contrassegnato da volumi di scambio esigui, a circa 12,7 miliardi.

“E’ naturale che gli scambi fossero ridotti: ieri era non soltanto l‘ultimo giorno del mese, ma anche del trimestre”, dice un tesoriere.

Il premio al rischio per i prestiti sull‘interbancario, espresso dal differenziale fra l‘Euribor a tre mesi e la corrispondente scadenza sull‘Eonia swap (oggi allo 0,598%), risale leggermente a 48,7 punti base dai 46,2 di ieri, mantenendosi tuttavia su livelli decisamente bassi.

Sulla curva Euribor, intorno alle 12,20, la scadenza a settembre FEIU9 è piatta a 98,95, mentre quella a dicembre FEIZ9 sale di 0,020 a 98,835 e quella a marzo 2010 FEIH0 di 0,025 a 98,72.

Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

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