November 29, 2019 / 11:16 AM / 13 days ago

Norme bancarie più severe non hanno ostacolato attività credito - FSB

LONDRA, 29 novembre (Reuters) - I requisiti patrimoniali più severi per le banche sin dalla crisi finanziaria non hanno ostacolato i prestiti alle piccole imprese.

È quanto si legge in una relazione diffusa oggi delle autorità di controllo globali.

Questa conclusione probabilmente non fermerà la crescente opposizione in Europa contro il pacchetto finale delle norme bancarie “Basilea III” che devono ancora essere implementate.

Basilea mira ad evitare che i contribuenti debbano salvare banche sottocapitalizzate come accaduto durante il crollo dei mercati del 2007-09.

Le banche sono la maggior fonte di finanziamento per le piccole e medie imprese, specialmente in Europa, e hanno da tempo segnalato che norme eccessivamente severe potrebbero frenare l’attività creditizia.

Ma nella valutazione sulle norme di Basilea da parte del Financial Stability Board, con sede in Svizzera e composto da autorità di controllo e banche centrali dei paesi membri del G20, non sono emersi finora “materiali e persistenti effetti negativi” sui prestiti.

Vi sono alcune prove che l’attività creditizia degli istituti meno capitalizzati abbia temporaneamente rallentato, ha aggiunto l’FSB che, presieduto dal governatore della FED Randal Quarles, è una nuova forza trainante per le norme di Basilea.

Il maggior fattore di spinta per l’attività creditizia, che non è ancora tornata sui livelli pre-crisi in certi paesi, è lo stato dell’economia, riferisce il consiglio.

Le banche nell’Unione europea hanno rafforzato l’attività di lobbying per indebolire le regole di Basilea restanti che il blocco pianifica di inserire nel diritto comunitario, facendo riferimento all’impegno del G20 di non aumentare i requisiti bancari generali.

Le banche europee hanno pubblicato la scorsa settimana uno studio da loro commissionato dove si legge che gli istituti di credito del blocco necessiteranno di una somma compresa tra i 300 e i 400 miliardi di euro di capitale aggiuntivo per implementare le misure straordinarie di Basilea e mantenere le riserve finanziarie ben al di sopra dei livelli minimi per rassicurare gli investitori e il mercato.

Le banche hanno criticato l’autorità bancaria dell’Unione europea, che ha affermato in estate che le restanti regole di Basilea comporterebbero 135 miliardi di euro in capitale extra, un importo che le banche possono raccogliere in maniera relativamente agevole dato che ci sarà un regime transitorio che durerà fino al 2027.

I funzionari Ue hanno riferito che si farà pieno utilizzo del periodo di regime transitorio, ma le banche centrali temono che i parlamentari europei si dimentichino della dura lezione della crisi finanziaria di 10 anni fa.

Il governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau ha detto questa settimana che un certo numero di voci provenienti in particolare dall’ambiente delle banche starebbero chiedendo che le restanti norme di Basilea non vengano applicate.

“Ritengo che se non convertissimo le regole Basilea III in legge, faremmo un grave errore. Non credo assolutamente che avranno un effetto negativo sull’espansione del credito o sulla crescita”, ha aggiunto.

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