July 22, 2019 / 12:52 PM / 5 months ago

Inchiesta presunto depistaggio su Eni Nigeria, Napag invia memoria a pm: "Noi estranei"

MILANO, 22 luglio (Reuters) - Il gruppo petrolifero italiano Napag, il cui nome è emerso nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano sul presunto depistaggio da parte di ex manager Eni nel procedimento sull’ipotesi di tangenti in Nigeria, in una nota oggi precisa “la propria correttezza imprenditoriale e la estraneità del gruppo a qualsiasi ipotesi di illecito”. La società viene citata negli atti dell’inchiesta milanese in particolare in riferimento a una operazione commerciale con Eni nel maggio 2018 per l’acquisto di un carico di polietilene da 25 milioni di euro, poi restituiti perché l’operazione non venne conclusa. La procura in particolare ipotizzava una partecipazione in Napag dell’avvocato Piero Amara, ex legale esterno di Eni, fra gli indagati nel fascicolo sul presunto depistaggio.

Ipotesi smentita dall’avvocato di Amara, Salvino Mondello, e oggi dalla stessa Napag.

“Il gruppo Napag smentisce categoricamente che la Napag Italia Srl, o altre società del Gruppo, possano essere in qualsiasi modo riconducibili alla figura dell’avvocato Amara o altra persona allo stesso collegata, ovvero che lo stesso avvocato Amara abbia alcuna partecipazione diretta o indiretta nelle società del gruppo Napag”, dice il gruppo in un comunicato.

“Napag Italia Srl si dichiara assolutamente estranea alle vicende relative al cosiddetto depistaggio — prosegue la nota — In particolare, con riferimento alla transazione relativa alla vendita da Napag Italia ad Eni di 25.000 MT di prodotto HDPE nel maggio 2018, si ribadisce che la medesima non è stata portata a termine per cause esterne e che la società Napag Italia ha restituito in maniera puntuale l’intera somma oggetto di prepagamento. Peraltro si sottolinea che, all’esito di tale operazione, Eni ha ricavato un margine di profitto per come dalla stessa pubblicamente riconosciuto”.

Napag, infine, difende anche la propria posizione nell’ambito della vicenda di un carico di petrolio respinto da Eni due mesi fa, in arrivo dall’Iraq alla raffineria Milazzo attraverso l’intermediazione del broker nigeriano Oando, per la quale Eni ha denunciato per truffa un proprio ex manager, che era stato licenziato per via dell’operazione del maggio 2018.

“La transazione — conclude Napag, annunciando azioni legali a tutela della propria reputazione — è intervenuta tra Napag Trading e la società Oando Trading, la quale, a sua volta, ha poi rivenduto il carico ad Eni, rispettando le normative internazionali commerciali e seguendo le linee guida OFAC”.

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