December 6, 2018 / 4:06 PM / 8 days ago

Astaldi negozia prestito bridge da circa 200 milioni, prima tranche 70 - fonti

ROMA/MILANO, 6 dicembre (Reuters) - Astaldi sta negoziando i termini di un finanziamento ponte con una prima tranche da 70 milioni con Fortress e un altro fondo per garantirsi la continuità aziendale, secondo tre fonti che seguono il dossier.

Il gruppo di grandi opere dovrebbe chiedere una proroga di 60 giorni, da metà dicembre a metà febbraio, per la presentazione del piano di salvataggio al Tribunale fallimentare a cui ha chiesto in settembre la procedura di concordato, mentre sta ricevendo manifestazioni di interesse da partner industriali.

“Si tratta di una prima tranche di 70 milioni di euro su una cifra complessiva attorno ai 200 milioni e dovrebbe coprire le necessità finanziarie fino alla fine di febbraio”, ha detto una delle fonti, chiarendo che la cifra complessiva è ancora da definire.

La seconda fonte conferma che le trattative con Fortress e Sound Point Capital per il finanziamento sono ancora in corso e che l’ammontare del bridge loan potrebbe cambiare.

Il finanziamento complessivo coprirebbe il tempo necessario, stimabile in circa un anno, per ottenere dal Tribunale l’omologa all’attuazione del piano di ristrutturazione in regime di protezione dai creditori.

Astaldi, controllata dall’omonima famiglia romana, intende presentare un piano che preservi l’unicità dell’azienda che oggi è attiva nelle costruzioni di grandi opere e nell’attività di concessionario in Italia e all’estero e ha oltre 10.500 addetti.

Tra i soggetti interessati ad Astaldi ci sono sia il gruppo Salini, che ha presentato una manifestazione di interesse per le attività di costruzione, sia, riferiscono due delle fonti, il gruppo giapponese IHI che già si era impegnato a partecipare al rilancio nei mesi scorsi.

Salini dovrebbe presentare una nuova offerta non vincolante, ma più dettagliata, entro il 15 dicembre, secondo una fonte vicina alla situazione.

La crisi di Astaldi è deflagrata per il ritardo della cessione del suo 33,3% del Terzo ponte sul Bosforo a cui era subordinato il supporto delle banche creditrici e l’ingresso dei giapponesi di IHI.

Non ci sono per ora commenti dalle società coinvolte.

Fra le banche maggiormente esposte verso Astaldi, che ha un debito netto di 1,9 miliardi al 30 giugno, UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Bnp Paribas . In circolazione ci sono anche 900 milioni di bond.

(Stefano Bernabei, Stephen Jewkes, Paola Arosio)

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