December 4, 2018 / 4:01 PM / 5 days ago

Sentenza su quota Berlusconi in Mediolanum, tre indagati per corruzione, oggi sentito un teste

ROMA, 4 dicembre (Reuters) - La procura di Roma ha aperto una inchiesta con l’ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari sulla sentenza del Consiglio di Stato che il 3 marzo 2016 annullò l’obbligo per Silvio Berlusconi di cedere la quota eccedente il 9,99% detenuto in Banca Mediolanum (cioè il 20,13%, azioni per un valore di circa un miliardo di euro) stabilito da Bankitalia e Ivass.

Lo si evince dall’invito a comparire, che Reuters ha potuto leggere, notificato a uno dei tre indagati, l’avvocato Francesco Marascio, che non era nel collegio difensivo che assisteva Berlusconi in quella causa.

Nell’atto si legge che il legale è indagato “perché, in qualità di intermediario, prometteva denaro a giudici del Consiglio di Stato che deliberavano la sentenza... depositata in data 3 marzo 2016, avente ad oggetto il ricorso proposto da Berlusconi Silvio nei confronti di Banca d’Italia ed altri...”. Marascio, convocato ieri dai pm Paolo Ielo, Stefano Rocco Fava e Fabrizio Tucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Daremo le spiegazioni chieste dai magistrati, ma prima vogliamo esaminare le carte dell’accusa per capire in base a quali fatti viene mossa al mio assistito un’accusa così grave”, dice a Reuters l’avvocato Gianluca Tognozzi che difende Marascio insieme all’avvocato Danilo Romagnino.

Nel registro degli indagati, riferisce una fonte a diretta conoscenza del dossier, ci sono al momento anche un ex funzionario di palazzo Chigi e un giudice amministrativo. Berlusconi non è fra gli indagati.

Oggi, riferisce la fonte, è stato sentito come “persona informata dei fatti” Stefano Baccarini, l’ex presidente della Sesta sezione del Consiglio di Stato che presiedeva il collegio della sentenza sotto i riflettori, che, secondo la fonte, ha spiegato di non aver notato nulla di anomalo in relazione al ricorso su Mediolanum.

L’inchiesta nasce dalla perquisizione effettuata due anni fa a casa di un ex funzionario di Palazzo Chigi dal Nucleo Valutario della Guardia di Finanza in relazione a un’altra indagine. Gli investigatori trovarono 247 mila euro nascosti in confezioni di spumante e copie di alcune sentenze del Consiglio di Stato segnate con alcuni post-it, tra cui quella su Mediolanum.

Alla base del ricorso di Silvio Berlusconi e di Fininvest c’era l’obbligo di cedere il 20% circa della quota detenuta in Banca Mediolanum dopo la condanna definitiva nel processo per i diritti tv che aveva fatto venire meno i requisiti di onorabilità necessari per poter detenere partecipazioni superiori al 9,99% in un gruppo bancario.

La sentenza del Consiglio di Stato ribaltò un precedente verdetto del Tar del giugno 2015 che aveva confermato l’obbligo di cessione.

L’inchiesta si intreccia con un’altra indagine su sentenze dei tribunali amministrativi, quella condotta su binari paralleli dalle procure di Catania e di Roma che a febbraio 2017 portò all’arresto di un ex giudice tributario e dell’avvocato Piero Amara. In seguito Amara ha deciso di collaborare con i pm, facendo i nomi di alcuni giudici e intermediari coinvolti e fornendo elementi utili all’inchiesta dei pm romani sulla vicenda Mediolanum e su alcuni appalti Consip.

Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola “Pagina Italia” o “Panorama Italia”

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below