November 23, 2018 / 11:38 AM / 21 days ago

Tim, tensioni tra Lega e M5s su rete unica, voto in Senato lunedì

ROMA, 22 novembre (Reuters) - L’aggregazione fra le reti di Tim e Open fiber, oggetto di emendamenti al decreto fiscale in Senato, continua a dividere la maggioranza anche dopo che la Lega ha accettato la richiesta del Movimento cinque stelle di prevedere garanzie esplicite sui livelli occupazionali.

“Stiamo lavorando a una sintesi politica. È una partita importante”, ha detto il presidente della commissione Finanze Alberto Bagnai.

Il Movimento cinque stelle ha presentato in Senato un emendamento al decreto fiscale che incentiva la nascita della newco con un regime tariffario incentivante, secondo il modello ‘regulated asset base’ già in vigore per Terna e Snam.

Le tariffe saranno fissate “tenendo conto anche del costo storico degli investimenti effettuati in relazione alle reti di accesso trasferite, della forza lavoro dell’impresa separata e delle migliori pratiche regolatorie europee e nazionali”, si legge nel testo depositato lunedì da Emiliano Fenu, senatore cinque stelle e relatore del decreto.

La Lega inizialmente si è opposta, temendo che il riferimento esplicito al costo storico e alle garanzie occupazionali si traducesse in tariffe più elevate a danno del consumatore finale. Massimiliano Romeo, capogruppo leghista a Palazzo Madama, aveva infatti presentato un emendamento correttivo per eliminare la clausola occupazionale.

Ieri sera, tuttavia, Romeo ha riformulato la sua proposta di modifica. Nella nuova versione il criterio della forza lavoro è mantenuto e viene esteso a tutti i “soggetti giuridici coinvolti”, non solo all’impresa separata.

La maggioranza ha così cercato di rassicurare i sindacati di Tim, che temono fino a 20.000 esuberi se sarà attuato lo scorporo della rete.

I due emendamenti saranno votati lunedì, dopo aver raggiunto l’intesa. “Serve molta attenzione alle infrastrutture digitali e a chi le controlla”, ha spiegato Bagnai.

LA PROPOSTA DELL’AUTHORITY E L’AGGREGAZIONE SPONTANEA

L’iniziativa del M5s ha un valore di indirizzo politico perché già ora l’Autorità per le comunicazioni avrebbe poteri sufficienti per intervenire, spiega una fonte parlamentare.

La rete a banda ultralarga è un elemento cardine del piano di politica industriale illustrato in Parlamento dal vice premier e leader M5s Luigi Di Maio.

I due emendamenti precisano due possibili percorsi: separazione funzionale della rete Tim imposta dall’Authority per le comunicazioni e aggregazione volontaria.

Il codice delle comunicazioni elettroniche prevede che l’Autorithy possa imporre alle imprese verticalmente integrate come Tim la separazione funzionale della rete di accesso per conseguire un’effettiva concorrenza.

Il testo del M5s stabilisce che l’Autorità, nell’assumere una decisione, potrà basarsi anche sul “livello di autonomia dei concorrenti rispetto all’infrastruttura di rete dell’impresa verticalmente integrata”.

L’Autorità potrà tener conto inoltre di “possibili inefficienze derivanti dalla eventuale duplicazione di investimenti in infrastrutture nuove ed avanzate a banda ultralarga”.

L’aggregazione nella società della rete potrà avvenire su proposta dell’Autorità o per iniziativa degli stessi operatori. In entrambi i casi, spetta all’Autorità determinare “gli adeguati meccanismi incentivanti di remunerazione del capitale investito”, il modello Rab.

L’emendamento della Lega precisa che la società della rete, oltre ad essere “non verticalmente integrata e wholesale”, dovrà appartenere a una proprietà diversa o sotto controllo di terzi indipendenti”.

(Giuseppe Fonte)

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