November 21, 2018 / 10:09 AM / 20 days ago

Italia, Ocse pessimista su crescita e deficit, timorosa su banche

MILANO, 21 novembre (Reuters) - L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico guarda con scarsa fiducia alle prospettive italiane in termini sia di crescita sia di conti pubblici, nonché allo scenario per il bilancio delle banche parallelo alla tensione sui rendimenti dei titoli di Stato.

La diagnosi firmata Ocse è riassunta nell’ultima versione del rapporto semestrale Economic Outlook, panorama aggiornato sull’insieme dei Paesi di cui l’organizzazione parigina si occupa.

Per passare ai numeri, l’attesa sulla crescita è pari a 0,9% sia sul 2019 sia sul 2020 contro rispettivi 1,5% e 1,6% messi nero su bianco a fine settembre con la Nota di aggiornamento al Def, oggetto del contendere con la Commissione europea in vista della nuova opinione in arrivo tra un’ora da Bruxelles.

Sempre in termini di congiuntura, il 2018 dovrebbe chiudersi secondo l’Ocse con un’espansione pari a 1%, due decimi al di sotto di quanto indica il governo 5 Stelle/Lega.

Fosco anche il quadro di finanza pubblica: la stima sul deficit/Pil è di 2,5% sul 2019, non lontano dall’attesa del governo di 2,4%, ma 2,8% sul 2020, per cui il ministero dell’Economia indica 2,1%.

Al di là del confronto aritmetico, sono i toni dell’Ocse — in sintonia tra i tanti con quelli Ue e Fmi — a dare il polso dei timori degli osservatori internazionali.

“La crescita sarà di 0,9% nel 2019 e nel 2020: i consumi privati rallenteranno, il mercato del lavoro crescerà a ritmo ridotto e si vedrà una ripresa dell’inflazione che eroderà il reddito disponibile delle famiglie, annullando gli effetti espansivi della politica economica. Rallenteranno anche gli investimenti delle imprese” dice il capitolo dedicato all’Italia.

“La politica di bilancio si evolverà nel 2019 in senso espansivo, facendo salire il deficit/Pil a 2,5% l’anno prossimo e 2,8% nel 2020. Il debito pubblico si stabilizzerà su livelli elevati” prosegue.

BANCHE PENALIZZATE DA TENSIONE SU RENDIMENTI BTP

Tracciato il quadro macro, l’Ocse si sofferma sul delicato dossier delle banche nazionali, fortemente penalizzate dalla risalita dei rendimenti dei titoli di Stato.

Per quanto i coefficienti patrimoniali delle banche sistemiche siano solidi e lo stock dei crediti deteriorati continui ad assottigliarsi, gli istituti di credito hanno in portafoglio un ammontare tale di governativi che li rende vulnerabili a un’ulteriore risalita dei rendimenti dei Btp, avverte l’Ocse.

“Un nuovo marcato rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato danneggerebbe i bilanci e i ratio patrimoniali delle banche, portando di conseguenza a una minore concessione di credito. Questo aumenterebbe anche in maniera significativa i costi di servizio del debito pubblico” si legge nel documento.

Da ultimo la prognosi, o meglio la ricetta Ocse.

“Se punta a favorire la coesione sociale e rilanciare la crescita economica l’Italia deve proseguire in un percorso di finanza pubblica prudente, riforme economiche e sociali. Senza una politica sostenibile sul piano del bilancio andrà inevitabilmente riducendosi lo spazio di manovra del settore pubblico a sostegno dei meno abbienti. Per un durevole rientro del rapporto debito/Pil occorre gradualmente aumentare l’avanzo primario e far ripartire l’economia”.

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