November 5, 2018 / 9:15 AM / a month ago

Banche, Di Maio: possibile allargare criteri risarcimenti risparmiatori

ROMA, 5 novembre (Reuters) - Il governo è pronto ad allargare i criteri per i risarcimenti previsti nella legge di Bilancio per le vittime dei crac bancari, dopo le proteste di un gruppo di risparmiatori per il limite al 30% fissato per i ristori e per la platea dei beneficiari individuata.

Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio a margine del suo secondo viaggio in Cina.

“Assicuro l’impegno che abbiamo preso. Un miliardo e mezzo dovrà essere utilizzato per risarcire quelle persone. Se i criteri di risarcimento a quelle persone vogliamo allargarli ulteriormente li possiamo allargare”.

La manovra stanzia 525 milioni annui per il triennio 2019-2021 a favore dei risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto dall’acquisto di azioni di banche messe in liquidazione coatta tra il 16 novembre 2015 e prima dell’1 gennaio 2018.

L’associazione Vittime del Salva Banche, nata dopo il salvataggio delle quattro banche regionali a fine 2015 (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti), ha denunciato il mancato rispetto delle promesse del governo.

“Hanno preso un sacco di voti promettendo che avrebbero ridato a tutti, indistintamente, l’intero ammontare del loro investimento perduto, e finalmente, dopo mesi di chiacchiere e slogan, arriva la norma di legge del governo M5S-Lega, sui rimborsi. Un rimborso parziale (solo nella misura del 30%)”, lamentano in un post su FB.

“Niente di diverso da quello che ha fatto e che ha detto il Pd”.

Ma Di Maio si dice pronto a intervenire di persona.

“Quelle persone sono il mio primo pensiero. È giustizia sociale risarcirli di quello che hanno perso”, ha aggiunto, dicendosi disponibile ad incontrare giovedì a Roma le associazioni che tutelano i risparmiatori danneggiati dai recenti crac bancari.

“Dovremmo essere giù a Roma giovedì alle 11,30 dai sottosegretari, ho letto che Di Maio ci incontra dopo le rimostranze fatte dall’associazione Vittime del Salva Banche”, conferma Luigi Ugone, che rappresenta l’associazione “Noi che credevamo...” a cui aderiscono gli investitori in azioni e titoli di Pop Vicenza e Veneto banca, messe in liquidazione e poi acquistate da Intesa SP anche con il sostengo pubblico.

(Stefano Bernabei)

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